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Le industrie ceramiche scrivono a von der Leyen «Dateci i fondi anti Co2»

Paolo Ruini

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Perché il settore ceramico non è stato inserito dalla comunità europea fra i settori industriali che possono ottenere degli aiuti per ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera? Recentemente CerameUnie, la Federazione europea dell’industria ceramica a cui aderisce per l’Italia Confindustria Ceramica, ha scritto alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per contestare l’esclusione del settore ceramico tra quelli ammessi alla compensazione dei costi indiretti relativi all’Emission trade system (Ets). Una decisione, relativa al decennio 2021 – 2030, destinata – secondo gli industriali – a minare competitività, redditività e sopravvivenza dell’industria ceramica nel continente.

Il sistema voluto dalla Commissione Europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione di CO2, prevede la possibilità per settori esposti alla concorrenza internazionale e al rischio di delocalizzazione produttiva, di usufruire di misure compensative, quali il recupero dei maggiori costi dell’energia elettrica dovuti al meccanismo. Nella lettera di protesta di CerameUnie si sottolinea come il settore delle piastrelle di ceramica sia completamente esposto alla competizione internazionale, con una intensità sul commercio estero del 41%, significativamente superiore di molti altri settori che hanno avuto accesso alle compensazioni.

«Consideriamo – sostiene CerameUnie – la decisione come sbagliata e inaccettabile perché priva il settore ceramico di una adeguata protezione dal “carbone leakage”, mettendo così a rischio le aziende ceramiche europee e la loro capacità di fare i necessari investimenti per contribuire alla transizione verso produzioni a basse emissioni anche attraverso un possibile processo di elettrificazione».

«Per assurdo – proseguono – le aziende ceramiche che provengono da altre parti del mondo dove non esistono le politiche di contrasto al cambiamento climatico, avranno così maggiore facilità di accesso al mercato interno europeo, con prodotti ottenuti con consumi di materie prime ad alta impronta ambientale».

Delle medesime preoccupazioni parla anche una lettera inviata alla Commissaria Europea per la concorrenza, Margrethe Vestager da parte del Forum sull’industria ceramica europea del Parlamento Europeo, presieduto dalla spagnola Immacolata Rodriguez-Pinero e dal vice presidente italiano Antonio Tajani. —

Paolo Ruini

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