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Nella notte in cui si esce dalla zona gialla anche i controlli diventano arancioni

Ambra Prati
Nella notte in cui si esce dalla zona gialla anche i controlli diventano arancioni

Intensificati i servizi anti Covid predisposti dalla questura in centro e nelle principali strade: «La gente rispetta le regole»

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REGGIO EMILIA.

Non è esattamente come durante il primo lockdown, ma poco ci manca. Questo fine settimana che segna il passaggio – da oggi – della nostra regione da zona gialla ad arancione, è stato caratterizzato dai controlli interforze, con una pletora di agenti (polizia di Stato, Guardia di Finanza, Municipale, carabinieri) schierati in centro storico e sulle principali arterie per verificare il rispetto delle normative anti Covid. Qualche furbetto, nel corso della settimana appena conclusa, è stato “pescato”. Due passanti sono stato sorpresi in giro dopo le 22: un uomo che ha dichiarato di andare a comprare le sigarette e un ragazzo che stava uscendo da casa di un’amica. Poiché non si trattava di giustificati motivi per circolare, per entrambi è scattata la multa sul posto da 400 euro.

In generale però mentre durante la settimana – complice l’abitudine già digerita del coprifuoco – la città si desertifica spontaneamente, il week end è considerato a rischio. Per questo motivo, in base alle direttive impartite dalla Prefettura, il questore di Reggio Emilia, Giuseppe Ferrari, ha organizzato un sistema di controllo straordinario e congiunto per prevenire e punire quella minoranza di reggiani che non si adeguano alle restrizioni.

I servizi sono iniziati venerdì sera, quando una trentina di agenti hanno eseguito verifiche in centro storico. Dopo le 22 sono state fermate e identificate dodici persone, ma quasi tutte si muovevano per lavoro: la maggior parte erano “rider” intenti a consegnare cibo a domicilio, gli altri erano ristoratori oppure operai che avevano appena finito il turno. «Non sono state elevate multe e la cittadinanza si è dimostrata molto collaborativa», ha commentato il dirigente della Squadra Volante, Carlo Maria Basile. Nel corso della giornata di ieri (ancora quindi in zona di rischio considerata gialla) i controlli nell’esagono e lungo la via Emilia si sono focalizzati sull’utilizzo delle mascherine, sempre obbligatorie, e sul divieto di consumazione in piedi (si può consumare solo seduti al tavolo) dalle 15 e non più dalle 18.

Da ieri a mezzanotte e durante la giornata odierna – in concomitanza con l’esordio dell’Emilia-Romagna nella fascia arancione – le verifiche si sono concentrate soprattutto sulle attività (bar e ristoranti restano con le saracinesche aperte, ma è consentito solo l’asporto e la consegne a domicilio, vietati i clienti all’interno), mentre i posti di blocco si sono ampliati alla provincia e alle strade, anche secondarie, che segnano i confini tra i Comuni, per vigilare sul fatto che gli spostamenti fuori Comune siano davvero necessari.

«Ricordiamo che le giustificazioni valide sono sempre tre: comprovate esigenze lavorative o di studio, salute e necessità. Ad esempio si può andare a far visita ai parenti se occorre assistere gli anziani – ha concluso Basile – Le autocertificazioni saranno vagliate una ad una. Se la giustificazione dichiarata dal cittadino si rivelerà falsa, l’interessato oltre alla sanzione incorrerà nel reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale». —



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