Don Paul Poku accolto dai fedeli nella parrocchia Vergine dell’Olmo
Il sacerdote di origine ghanese arriva dalla comunità di Vetto Ha studiato a Reggio e Firenze e si è occupato di immigrati
MONTECCHIO
È stato presentato alla comunità montecchiese don Paul Poku, nuovo collaboratore dell’Unità pastorale della parrocchia “Beata Vergine dell’Olmo” di Montecchio.
Don Paul arriva dalla parrocchia di Vetto, dove per alcuni anni ha svolto la funzione di parroco. È di origine ghanese e ha studiato a Reggio Emilia e a Firenze, dove ha svolto servizio presso la cattedrale in Santa Maria del Fiore. A Montecchio, don Paul mantiene il ruolo di cappellano dell’ospedale Franchini.
Nato nel 1972 in Ghana, don Paul Poku è stato consacrato sacerdote nel 2003 a Reggio Emilia dall’allora vescovo della diocesi, Adriano Caprioli. Dopo una breve esperienza nel suo Paese d’origine, don Paul è stato cappellano per gli immigrati nella Diocesi di Reggio, per andare poi a Firenze, nel 2008, a completare gli studi di teologia biblica, con anche l’incarico di confessore nella cattedrale del capoluogo toscano.
Rientrato a Reggio Emilia nel settembre 2017, don Paul Poku ha svolto il suo ministero sacerdotale.
I fedeli ricordano ancora il suo messaggio di speranza al momento in cui la pandemia ha interessato anche le nostre zone: «Abbiamo riscoperto il valore ed il significato della preghiera, la sua potenza sia nel guarirci che nel rassicurarci – diceva il parroco –. La situazione in cui siamo venuti a trovarci è surreale, ed ecco che di fronte ai divieti la Chiesa non si è eclissata: è rimasta presente, viva e, ricorrendo ai mezzi che la tecnologia mette a disposizione, ci sta raggiungendo nelle nostre case, divenute “chiese domestiche” e ci unisce tutti nella fede. Nella nostra “chiesa domestica”, possiamo sentirci partecipi e chiedere a Gesù (come ci insegna Papa Francesco) di unirsi a noi in forma spirituale. Lo accogliamo nel nostro cuore e gli chiediamo con forza di non lasciarci mai». —
DaNIEL AlIU
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