Gazzetta di Reggio

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Il virus uccide Gianfranco Iotti, antiquario e tifoso della Reggiana

L’antiquario Gianni Iotti morto a 83 anni
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L’antiquario Gianni Iotti morto a 83 anni

Reggio Emilia, ammalatosi una quindicina di giorni fa, dopo un primo periodo di degenza a casa, per le conseguenze del virus era stato ricoverato all’ospedale Santa Maria Nuova dove è spirtato domenica 15 novembre

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REGGIO EMILIA. Il Covid, che nel Reggiano ha già provocato più di 650 vittime (652 per la precisione, secondo il bollettino di ieri dell’Ausl di Reggio Emilia) si è portato via anche Gianfranco Iotti, Gianni per gli amici, notissimo antiquario di Reggio e grande tifoso della Reggiana, della quale era un abbonato storico e dove aveva militato nelle squadre giovanili negli anni Cinquanta, durante l’era Del Grosso.Oltre ai colori granata la sua grande fede calcistica era la Juventus.

Iotti, che aveva 83 anni, era vedovo da qualche anno e lascia il figlio Stefano e i nipoti Filippo e Ottavia.Presidente del gruppo antiquari reggiani dal 1973 e per più di trent’anni, era tra i promotori della fortunata rassegna “Oro, incenso e antico” di Reggio e titolare della Gianfranco Iotti e figlio Antichità snc, con sede in via Amendola 55, a San Maurizio. Dotato di una simpatia travolgente, Gianni Iotti era un socio storico del Circolo tennis Reggio Emilia di via Hugo, a Villa Canali. Gli amici e i soci del circolo, che oggi piangono la sua morte, lo ricordano con grande affetto per tante partite a calcio, le sfide a tennis, per poi terminare intorno a un tavolata dove, tra uno scherzo e l’altro, dava il meglio nella sua altra grande passione, la buona cucina ed il raccontare barzellette.

Ammalatosi una quindicina di giorni fa, dopo un primo periodo di degenza a casa, per le conseguenze del virus era stato ricoverato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio dove, purtroppo, le sue condizioni di salute si sono aggravate giorno dopo giorno, fino al tragico epilogo nel pomeriggio di domenica 15 novembre.Nonostante la malattia lo avesse già colpito e debilitato, ancora domenica scorsa (8 novembre), aveva voluto conoscere il risultato della sua amata Reggiana, che quel giorno gli ha fatto il regalo di battere 2-1 il Venezia, al ritorno in campo dopo lo stop forzato provocato – anche in quel caso – dalla pandemia da Coronavirus. Lui si era rallegrato. Un ultimo sorriso.


 

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