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La Costituzione donata dal sindaco ai neodiciottenni

M.P.
La Costituzione donata dal sindaco ai neodiciottenni

La cerimonia nel parco di Santa Vittoria Bergamini: «Caposaldo della democrazia» 

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L’INCONTRO

Grande partecipazione alla cerimonia di consegna della Costituzione ai neodiciottenni del paese, organizzata dall’amministrazione comunale di Gualtieri, che si è tenuta nelle scorse settimane al parco di palazzo Greppi, a Santa Vittoria.

Erano presenti i ragazzi del Progetto Giovani, la Banda di Santa Vittoria, l’Avis e il circolo Arci “al Palazzo”.«Le parole chiave che vorrei usare in questa occasione sono: democrazia e libertà – ha esordito il sindaco Renzo Bergamini – L’Italia è uno stato democratico e si basa su due importanti principi: la legalità, ossia il rispetto delle regole e la libertà ovvero l’assenza di costrizioni nelle libere scelte. Due concetti, apparentemente inconciliabili, ma che in uno stato di diritto e democratico si traducono in un principio che democrazia è la libertà di decidere le proprie regole, dove quest’ultima viene esercitata dai cittadini attraverso il voto. Un dovere questo al quale qualcuno di voi è già stato chiamato in quanto avete raggiunto la maggiore età nei primi nove mesi del 2020. Concludendo, vi chiedo l’impegno costante e continuo a garantire quella libertà di pensiero ed opinione che diede vita alla nostra Costituzione e per questo oggi siete chiamati a difendere nel futuro questo diritto. Siete voi che dovrete essere attenti a quelle che oggi sono le nuove forme di condizionamento e dittatura. Siete voi che dovete impegnarvi affinché le generazioni future possano vivere in un mondo libero, senza muri e barriere, senza povertà e senza discriminazione».

Il sindaco Bergamini, ricordando Anna Tirelli, 93 anni, staffetta partigiana della quale si sono svolti i funerali di recente, ha voluto fare una breve lezioni di storia partendo dall’eccidio di Marzabotto avvenuto ad opera dei nazisti tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, dove furono assassinate 1.830 persone, e l’eccidio della famiglia Rossi di Santa Vittoria. Riferimenti che sono serviti al sindaco per esortare i giovani a non abbassare mai la guardia in difesa della democrazia.

«Tutti questi caduti li ricordiamo il 25 aprile di ogni anno. Dalla Costituzione in poi non è sempre andato tutto liscio. Ci sono stati attentati terroristici, mancati colpi di Stato, oltre alla strage di Bologna, che hanno severamente minato la democrazia con lo scopo di destabilizzare il nostro Paese, senza contare i tentativi di alzare muri contro profughi e immigrati». —

M.P.

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