Arrestato per rapina uno dei killer che uccise un poliziotto al casello di Reggio Emilia
Nuovi guai per il 47enne bolognese Michele D’Ambrosio, già condannato nel 2007 a 14 anni per l’omicidio dell’agente Stefano Biondi, travolto e ucciso al casello nel 2004
REGGIO EMILIA. Michele D’Ambrosio, 47enne di Pieve Cento, già condannato in via definitiva nel febbraio 2007 a 14 anni di reclusione per l’omicidio dell’agente della polizia stradale di Modena Nord Stefano Biondi – travolto e ucciso al casello autostradale di Reggio il 20 aprile 2004 – è stato nuovamente arrestato per rapina. D’Ambrosio, secondo gli investigatori, farebbe parte di una banda sgominata dalla polizia di Bologna e composta da altri tre rapinatori, accusati di avere partecipato a quattro assalti a mano armata compiuti nel 2019 in sale slot e in un supermercato di Bologna.
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Il copione era consolidato: due banditi raggiungevano l’obiettivo su un motorino rubato, uno aspettava in strada mentre un altro entrava e minacciava la vittima di turno con una pistola, facendosi consegnare l’incasso. Gli arrestati, raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare in carcere firmati dal gip di Bologna Gianluca Petragnani Gelosi, sono tutti bolognesi con precedenti anche pesanti. Fra loro, appunto, Michele d’Ambrosio.
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Gli era già successo, addirittura dieci anni fa, il 23 ottobre 2010, dopo una rapina in una gioielleria a Bologna: in regime di semilibertà, all’epoca usufruiva di un permesso di lavoro dalle 8 alle 21 e nel weekend non aveva restrizioni. Così si era presentato in una gioielleria indossando casco e passamontagna, armato di una Beretta, che però non estrasse. Si fece consegnare bracciali, collane in oro usato per circa 300 euro più 1.500 euro in contanti. La titolare della gioielleria però riuscì a prendere la targa della moto su cui era fuggito, una Honda Transalp poi risultata rubata, e avvertì la centrale di polizia. Le volanti l’avevano intercettato poco dopo e gli avevano intimato l’alt: lui non si fermò e andò a sbattere contro l’auto della polizia, cadendo a terra. Perquisito, venne trovato in possesso dei soldi e dei gioielli. In tasca inoltre aveva la pistola, con matricola cancellata e undici proiettili parabellum.
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Quel pomeriggio del 20 aprile 2004 l’agente della Polstrada di Modena Nord Stefano Biondi venne ucciso mentre tentava di fermare una Porsche su cui viaggiavano due malviventi che poco prima avevano rapinato un corriere della cocaina. Arrivati al casello di Reggio già presidiato dalla polizia, i due rapinatori (il 42enne Fabio Montagnino, che era alla guida ed è stato condannato all’ergastolo, e D’Ambrosio) cercarono di fuggire a piedi. D’Ambrosio venne ferito all’addome dal proiettile sparato da un agente e arrestato. Montagnino si nascose sotto un’auto parcheggiata e fu arrestato poco più tardi.
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