Cento forme di Parmigiano rubate al caseificio San Pietro
Il furto messo a segno da una banda esperta tra lunedì pomeriggio e martedì Per entrare hanno forzato un portone esterno. Un bottino da migliaia di euro
CARPINETI
Cento forme di Parmigiano Reggiano rubate. È pesante il bilancio del furto compiuto all’interno della latteria sociale “San Pietro”, a Valestra di Carpineti, uno dei caseifici più rinomati e conosciuti dell’intero territorio reggiano, vincitore negli ultimi anni di parecchi premi per la qualità del formaggio.
La latteria ha sede in via Malpasso, appena fuori dal paese di Valestra, in una zona isolata a fianco dalla strada che conduce verso Levizzano di Baiso. Un’area buia e già di suo poco trafficata, ancora di più nelle settimane delle restrizioni sanitarie.
I ladri hanno operato fra il tardo pomeriggio di lunedì e le prime ore di martedì, una volta terminato l’orario di lavoro serale della latteria, con il ritiro del secondo giro del latte.
Hanno forzato il portone metallico all’ingresso del magazzino di prima stagionatura e hanno caricato all’esterno un centinaio di forme di Parmigiano Reggiano. Una manovra complessa e difficile, che racconta di un gruppo di persone esperte e attrezzate: difficile completare il furto senza la presenza di attrezzi per caricare e scaricare le forme e senza veicoli capienti su cui poi sistemare il pregiatissimo bottino.
L’effrazione è stata scoperta nella prima mattina di martedì dal casaro, arrivato al Malpasso per la ripresa delle attività quotidiane. Sono stati subito avvisati i carabinieri, e una pattuglia della stazione di Carpineti ha raggiunto Valestra per effettuare i primi rilievi e raccogliere le testimonianze del casaro e del personale della latteria. Difficile fare un bilancio compiuto del danno; cento forme di Parmigiano Reggiano possono valere alcune decine di migliaia di euro e il mercato nero per un formaggio così pregiato e ricercato è sempre molto vivace.
Per persone con i canali giusti, vendere anche un quantitativo così massiccio potrebbe non essere complicato, ed è per questo che le indagini stanno cercando di arrivare rapidamente ad indizi validi per rintracciare gli autori. Il periodo non aiuta. A novembre il sole scende molto presto, la zona dove si trova il complesso caseario è appunto già di suo abbastanza nascosta e poco illuminata, e durante le ore notturne non sono molti i passanti, né gli abitanti presenti sulle poche case sistemate qui e là a lato delle vie e dei boschi. In tempo di coprifuoco notturno, questa situazione è ulteriormente amplificata, e trovare testimoni non è impresa facile.
Da Valestra, poi, scendendo verso Magliatica e Levizzano è facile arrivare alla fondovalle Secchia, e quindi imboccare le strade per il comprensorio ceramico, così come per la montagna. —
Adr.Ar.
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