Gazzetta di Reggio

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VETTO, delmonte (Lega) 

«Fondi per l’emergenza e non per la prevenzione Paradosso in Val d’Enza»

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VETTO

«Lavoreremo in emergenza grazie ai fondi stanziati per un’altra emergenza. Questo modo di operare, in cui le risorse assegnate per risolvere le criticità sono maggiori di quelle per la prevenzione, non rende merito al nostro territorio. Il programma dell’assessore Mammi è uguale a quello del suo predecessore, anzi peggio. Perché sono aumentati i finanziamenti a discapito dell’aumento della capacità di invaso». Così Gabriele Delmonte, consigliere regionale della Lega, ieri in Commissione Politiche economiche in risposta all’assessore all’agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca Alessio Mammi in materia di politiche di gestione della risorsa idrica e di investimenti in infrastrutture irrigue e invasi. «Nel 2019 avevamo 204 milioni tra finanziamenti nazionali e regionali, ora sono 243. 42 i progetti cantierabili nel 2019, ora sono 50. Avevamo un aumento di capacità di invaso di 16 milioni, ora è diventata 13; avevamo un aumento di capacità e disponibilità idrica di 45,84 milioni, ora è 46,20. Cosa è stato fatto in un anno? Nulla. Cosa stato finanziato di più? Perché se abbiamo finanziato qualcosa di più per avere meno risorse idriche c’è qualcosa che non va». Tornando sul tema della diga di Vetto, Delmonte ha sollecitato la Regione a un cambio di passo: «E’ assurdo che il territorio appenninico, quello in cui bisognerebbe raccogliere le acque per fornirle alle zone che ne hanno più bisogno, di fatto non ha ricevuto alcun potenziamento. In Val d’Enza lasciamo fluire l’acqua quando ce l’abbiamo, provocando anche danni, e d’estate andiamo a pescare l’acqua dall’acquedotto», ha aggiunto, auspicando una svolta: «Questo modo di lavorare non rende onore al nostro territorio». —

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