Il paziente è scrittore e protagonista
Da marzo feci volontariato di ascolto. Modo personale, privato, di aderire umanamente alle persone che si rivolgevano a me. Piano piano un vecchio quaderno si riempì di registrazioni, annotazioni cliniche, filosofiche, anche letterarie; disegni, schizzi. Ho annotato in forma di diario, ciò che capitava: frammenti di colloqui, progetti terapeutici; graffiti o segni concettuali che potessero fare riflettere sulla pandemia esistenziale. Ho cercato sempre di scrivere tenendomi lontano dal lessico e dalla modalità linguistica della psichiatria, a metà strada tra questa e la letteratura. Noi siamo letteratura; e quello che chiamiamo paziente è il protagonista di un romanzo di cui lui solo è scrittore. Sono sessantasei brevi paragrafi, ognuno legato a temi da frammenti di colloquio; oltre cinquanta tra pazienti e persone che cercavano ascolto; e una decina di altri personaggi. Il titolo Come le stelle spente si riferisce all’analisi dello sguardo nelle consultazioni online dopo la ripresa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
