La poesia che c’era, c’è e ci sarà
Come ritornare all’attività di scrittura con pazienti in carico al CSM? Per rispondere devo pensare a quello che è sempre stato il Laboratorio dal 2003 fino all’arrivo del Covid-19, e riflettere su come ci arriverò io dopo la tempesta, a come riallacciare i fili. Perché il Laboratorio è un’esperienza che dà sfogo alle emozioni, soprattutto quando la sofferenza incalza. Allora uscire dalla solitudine è importante. Ripercorro mentalmente quei momenti d’incontro soffermandomi sulle immagini dei giornali e dei tg: la morte, la paura, il senso del limite che ci è venuto dentro. Penso allo smarrimento generale, al senso di comunità che abbiamo perso e mi dico che quello che ci serve è una medicina dell’anima, una rivoluzione che deve avvenire dentro di noi come un proponimento a vivere in modo più umano. Questo, in sostanza, è anche il senso del nostro Laboratorio dove non ci sono ricchi e poveri, bravi e somari: tutti uguali. Niente pregiudizi, niente etichette. Solo persone.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
