Nasce “Péga-La freva del sold”, il gioco da tavola reggiano dove puoi costruire anche sul Cusna
L’associazione Nimêl Arsân ci riprova dopo il successo di “Regivm Lepidi”: il ricavato servirà per promuovere il territorio
REGGIO EMILIA. In tempo di lockdown si cercano degli stratagemmi per far passare il tempo assieme ai propri cari, tra cucina e giochi da tavolo, sperando di poter tornare presto a condurre la vita di sempre e a viaggiare.
E se tutto questo fosse già possibile? I ragazzi dell’associazione reggianissima “Nimêl Arsân”– dopo il successo di “Regivm Lepidi”– hanno unito, ancora una volta, la passione per il territorio e quella per l’intrattenimento pensando e realizzando un nuovo gioco da tavolo “Péga - La freva del sold” grazie all’aiuto della cooperativa sociale genovese Demoelà, a Coop Reggio Emilia e al sostegno delle attività commerciali “Le terme del colesterolo” e “L’asino di Reggio Emilia”. Per saperne di più abbiamo fatto qualche domanda a Marco Setti, uno dei membri dell’associazione.
Chi c’è dietro all’associazione “Nimêl Arsân” e com’è nata?
«Siamo quattro ragazzi nati e cresciuti a Reggio Emilia che volevano fare qualcosa per valorizzare la propria città e il territorio. L’anno scorso, io, Luca, Alessandro e Francesco, abbiamo finalmente dato vita a questa associazione, con l’unico scopo di portar alla luce i lati più belli di questa città e della provincia. Grazie al sostegno di amici, parenti e amanti della reggianità siamo riusciti a tramutare in realtà il nostro primo progetto: Regivm Lepidi, un gioco da tavolo ispirato all’intramontabile Risiko. Quale miglior modo per imparare se non giocando? Vista la sua buona riuscita, ci siamo messi subito al lavoro per la realizzazione di un altro».
Ed eccoci a parlare di “Péga - La freva del sold”. Che Reggio Emilia sia centrale lo si deduce già dal titolo totalmente in dialetto.
«Esattamente. In questo gioco si avverte ancora di più la promozione del nostro territorio. Per farlo, però, questa volta abbiamo chiesto aiuto alla cooperativa sociale genovese Demoelà, esperta nella realizzazione di giochi da tavolo ispirati ai territori locali. Le idee e la parte di conoscenza è stata totalmente opera nostra, loro hanno pensato in toto alla grafica e alla realizzazione completa. L’ispirazione ci è venuta da un altro intramontabile best seller della categoria: il Monopoli. Ne sono state fatte tante versioni ma nessuna ha avuto come sfondo Reggio. Si possono comprare territori, costruire case sul Cusna e persino navigare sul Crostolo. In alcune carte da gioco si ricordano detti tipici della zona come “L’è andéda acsé” o “Cat végna”, mentre nei soldi sono raffigurati personaggi storici e non di Reggio: da Lepido a Matilde di Canossa, fino a Nilde Iotti e Kobe Bryant. Ogni passo ricorda qualcosa che può capitare o si può mangiare in città e in provincia».
Cos’ha questo secondo progetto di diverso rispetto al primo?
«È stato più divertente realizzarlo e abbiamo avuto la possibilità di sbizzarrirci, ricercando chicche e segreti, nonostante la realizzazione concreta fosse affidata ad altri. Per entrambi il ricavato è andato e andrà per la promozione del territorio, nostro obiettivo primario. La vendita sta andando molto bene e i commenti sono tutti molto positivi. Il più bello riguarda un nostro amico di Facebook che, memore da “Regivm Lepidi” ha detto che acquisterà “Pega” solo per la versione gigante del “porcannone”. Anche grazie a questi rimandi abbiamo deciso di farne una nuova edizione che uscirà il prossimo anno, con la speranza di poter organizzare eventi di promozione per il territorio».
Se un “non arsân” volesse acquistare il gioco ma fosse restio a causa del dialetto, cosa gli direste per invogliarlo?
«Gli direi che la nostra missione principale è quella far conoscere il territorio reggiano in tutti i suoi aspetti proprio a chi non è nato qui e non conosce bene le tradizioni. Le componenti non sono tutte in lingua dialettale, le spiegazioni in italiano ci sono. È divertente e stimolante scoprire la città dove si abita, un’occasione diversa da non perdere».
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