Nella Collegiata l’addio a don Tino Munari ucciso dal Coronavirus
La messa sarà celebrata questa mattina alle 11 dal vescovo Camisasca Era collaboratore dell’Unità pastorale dal 2011
Novellara
Si terrà questa mattina alle 11, nella Collegiata di Santo Stefano, il funerale di don Tino Munari, con la santa messa presieduta dal vescovo Massimo Camisasca.
Dopo la celebrazione delle esequie, la salma sarà trasferita al cimitero di Roteglia, paese nel quale era nato, nel 1934. L’ottantaseienne don Munari è morto all’ospedale di Guastalla, dove era ricoverato da diversi giorni, sopraffatto dal Covid-19. Don Munari aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1961.
Dal 2001 don Munari era collaboratore nell’Unità pastorale di Novellara, dopo vari incarichi come vicario cooperatore a Villa Sesso (dal 1961 al 1962), parroco a Camporella di Ramiseto (1962-1967), vicario economo a Cerredolo di Toano (1967-1983), parroco di Villa Bagno (1983-1986) e Fellegara di Scandiano (1986- 2001).
Dietro un’apparenza semplice e bonaria, don Munari è stato in realtà un uomo provvisto di grande creatività e anche di una certa audacia, capace fra l’altro di pilotare il deltaplano, di guidare l’autobus parrocchiale e di improvvisarsi persino straccivendolo a scopo benefico, per finanziare la costruzione di un asilo.
Monsignor Francesco Marmiroli, già vicario generale della Chiesa reggiano-guastallese, lo ricorda anche come un sacerdote molto operoso e attivo, curioso e ricco di interessi, con un forte desiderio di conoscere e approfondire. Una passione che è sfociata nella stesura di alcuni libri auto-pubblicati in cui don Munari annotava le sue riflessioni e le sue opinioni sugli argomenti più disparati. “La vita alla ricerca del senso” e “Sguardo sul mondo” sono alcuni dei titoli dati alle stampe, con i proventi che finivano a sostegno delle attività di carità e missionarie. —
A.C.
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