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Ricordatevi quei giorni di delirio dell’Io

Ricordatevi quei giorni di delirio dell’Io

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Ci si ricorda ancora dei giorni imbevuti di delirio dell’Io o il ciclone della pandemia ha tolto il sonno? Oh! Certo, ci sono quelli che non escono dal delirio di sé e se ne fottono così come già prima vi era chi si sentiva precario.

L’improvvisa precarietà ha creato incertezza e seminato ansia gonfiata da abbuffate informative, l’infodemia.

Finita l’ubriacatura iniziale per il tempo che rallenta piacevolmente tra le mura sono rimaste la rabbia e la fatica. Per mesi esposti a stress continuo e poi alla paura per il degrado delle condizioni economiche, sono drammaticamente aumentate le sofferenze psichiche. Il futuro angoscia.

Come scaglie che si spargono dopo un’esplosione, la realtà sarà molto diseguale.

I disturbi del comportamento come l’abuso di alcol, di psicofarmaci, di droghe illecite, il ricorso smodato al cibo diventano le modalità più comuni per poter illusoriamente controllare lo squilibrio psico-fisico generato dall’epidemia.

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