Condannato a 4 anni per violenze all’ex moglie
Alla sbarra un artigiano di 42 anni. In aula ascoltato anche il figlio di 16 anni. La difesa: «Faremo appello»
FABBRICO. Dopo due ore di camera di consiglio, si è chiuso ieri con una condanna a quattro anni il processo nei confronti di un artigiano di 42 anni accusato di stalking e violenza sessuale nei confronti dell’ex moglie. Fatti accaduti tra settembre e primi giorni di dicembre 2018, per i quali era già stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia nel dicembre dello stesso anno. La difesa, sostenuta dall’avvocato del foro reggiano Mattia Fontanesi, ha già annunciato che farà appello.
Pesantissime le accuse nei confronti dell’artigiano che, all’epoca dei fatti, aveva 40 anni: oltre a quelle di stalking e di violenza sessuale, anche quelle di lesioni personali e violazione di domicilio. L’uomo non si era rassegnato alla fine della storia con la moglie, con la quale, peraltro, ha avuto tre figli, e aveva cominciato ad assillarla con messaggi e pedinamenti sfociati anche – secondo l’accusa – nei gravi fatti per i quali poi è finito a processo, comprensivi della violenza sessuale.
Soprattutto su questo ultimo punto (ma non solo), il reato senz’altro più grave, ha lavorato la difesa. L’avvocato Fontanesi ha chiesto l’assoluzione per la violenza sessuale e le lesioni e la derubricazione dello stalking in molestie; in subordine le attenuanti per la «tenuità della violenza sessuale».
Il pubblico ministero, forte dell’esito delle indagini dei carabinieri, aveva chiesto la condanna a 5 anni. Il collegio giudicate, presieduto dal giudice Giovanni Ghini (a latere Donatella Bove e Silvia Semprini), alla fine di due ore di camera di consiglio ha deciso di riconoscere le attenuanti generiche e ha deciso per 4 anni.
Durante l’udienza di ieri è stato ascoltato anche il figlio minorenne della coppia, oggi 16enne. Il ragazzo ha dovuto testimoniare davanti al padre, anche lui presente in aula. L’imputato però non è stato chiamato a intervenire.
Durante l’interrogatorio di garanzia, due anni fa, si era avvalso della facoltà di non rispondere e il gip Dario De Luca emise l’ordinanza per la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di residenza della donna e di avvicinamento all’abitazione nella quale viveva. Gli obblighi prevedevano anche di mantenere una distanza di almeno 500 metri dalla donna e il divieto di comunicazione attraverso qualsiasi mezzo. Ma a febbraio 2019 l’uomo finì agli arresti domiciliari dopo diversi messaggi inviati alla moglie. Ad alleggerire il provvedimento la richiesta, accettata, di modifica della misura, avanzata dall’avvocato Fontanesi. Fino a ieri l’uomo era sottoposto al solo divieto di avvicinamento all’ex moglie. Ora alla difesa non resta che attendere le motivazioni della sentenza. —
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