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CASTELNOVO SOTTO

Sorpresi a smaltire illegalmente rifiuti nell'azienda avicola: denunciati tre uomini

Sorpresi a smaltire illegalmente rifiuti nell'azienda avicola: denunciati tre uomini

Tra loro il titolare e proprietario del terreno e dell'attività in cui sono allevati 70mila capi di tacchini. Sequestrate in via preventiva tre aree, una struttura e due mezzi agricoli

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CASTELNOVO SOTTO. In un allevamento avicolo tra la bassa reggiana e la Val d’Enza i carabinieri forestali di Reggio Emilia hanno colto in flagranza di reato due soggetti che stavano interrando rifiuti speciali potenzialmente pericolosi. Dai controlli è emersa la responsabilità di un’altra persona il proprietario. Sono stati quindi denunciati un cittadino marocchino 60enne, residente a Castelnovo Sotto e dipendente dell’azienda, un 52enne, di origine mantovano, e il titolare dell’azienda avicola nonché proprietario del terreno, un cittadino italiano 58enne, anche lui di origine mantovano.
 
Sequestrate anche tre aree in via preventiva, all’interno dell’azienda avicola, una struttura e due mezzi agricoli. I tre denunciati alla Procura reggiana sono accusati dei reati di deposito incontrollato e smaltimento di rifiuti speciali potenzialmente pericolosi mediante sotterramento in area agricola zootecnica.
I carabinieri forestali del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale di Reggio Emilia, hanno proceduto al controllo con i colleghi della stazione di Gualtieri, in seguito a segnalazione della centrale operativa. Sono intervenuti nell’azienda avicola l’altra mattina: si tratta di una nota azienda avicola al confine tra la bassa reggiana e la Val d’Enza. 
 
Giunti sul posto i militari hanno riscontrato la situazione segnalata, trovandosi di fronte a due macchine operatrici intente nella loro attività illecita: un grosso escavatore della portata di 100 quintali e un mezzo agricolo, che fungeva da muletto, guidati rispettivamente da un cittadino di nazionalità italiana, estraneo all’azienda, e da un operaio di nazionalità marocchina, dipendente dell’azienda avicola. 
I due, colti in flagranza di reato, stavano in effetti realizzando lo smaltimento di un’ingente quantità di rifiuti di difficile caratterizzazione, tanto da non poter escludere la loro pericolosità, tramite la pratica illecita del sotterramento. 
 
Mentre la persona alla guida del grosso escavatore eseguiva la movimentazione di terra, scavando una fossa, larga sei metri circa e profonda tre metri circa, e seppellendo i rifiuti con terra di riporto, l’altro operaio dell’azienda trasportava senza sosta, sul mezzo adibito a muletto, i rifiuti potenzialmente pericolosi temporaneamente stoccati in una struttura in disuso posta nell’area cortiliva del complesso zootecnico. 
I carabinieri forestali hanno quindi prontamente interrotto la condotta illecita e provveduto all’identificazione dei due uomini, prima di procedere a una perlustrazione dell’intero complesso zootecnico. Oltre alla buca, nella quale erano depositati circa 10 metri cubi di rifiuti in attesa di essere sotterrati, era ben visibile una striscia di terra di circa 70 metri di lunghezza e 5 metri di larghezza recentemente movimentata. 
 
L’area ispezionata con scavi eseguiti a campione hanno fatto emergere la stessa tipologia di rifiuti potenzialmente pericolosi, già sotterrati sotto una coltre terrosa. Un accurato controllo sull’intera area cortiliva del complesso avicolo ha portato alla luce un’altra area dove erano stati seppelliti ed accumulati rifiuti derivanti da demolizioni edili per i quali non è stato possibile escludere la loro pericolosità per assenza d’informazioni.
Nelle immediate vicinanze è stata accertato anche un deposto incontrollato di rifiuti anch’essi potenzialmente pericolosi sempre per assenza di informazione sull’origine della produzione. Al termine delle operazioni, nel complesso avicolo con circa 70.000 capi di tacchini e una superficie zootecnica di circa 10 ettari, i carabinieri forestali hanno quindi sequestrato: due veicoli meccanici utilizzati per interrare illecitamente i rifiuti; due aree interessate allo smaltimento illecito di rifiuti mediante sotterramento (rilevata in circa 2200 metri quadri); una struttura utilizzata per lo stoccaggio abusivo provvisorio dei rifiuti seppelliti (stimata in circa 500 metri quadri); l’area interessata al deposito incontrollato di rifiuti a cielo aperto, a diretto contatto con i terreni (rilevata in circa 200 metri quadri). 
 
Ulteriori indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giulia Stignani, stabiliranno la pericolosità o meno dei rifiuti attraverso attività di campionatura e analisi del materiale sequestrato.

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