La nuova logistica regionale punta su Dinazzano e Rubiera
La Zls avrà un’estensione di 4mila ettari e unirà il porto di Ravenna a Piacenza L’assessore Corsini ha proposto che lo scalo sia finanziato dal Recovery Fund
DISTRETTO Ceramico
Avrà due snodi importanti nel comprensorio ceramico reggiano, la nuova Zona logistica semplificata (Zls) dell’Emilia-Romagna.
IL PROGETTO
Nei giorni scorsi è stato avviato un progetto speciale per i trasporti delle merci in Emilia-Romagna sulla direttrice Ovest-Est, da Piacenza sino al porto di Ravenna, principale snodo regionale sul mare.
Nel piano sono previsti nove intermodali, fra cui lo scalo ferroviario di Dinazzano di Casalgrande e il terminal di Rubiera a fianco della stazione, oltre all’altro grande snodo merci del distretto, a Marzaglia di Modena, a pochi chilometri di Rubiera e in attesa di collegamenti su rotaia più continui proprio con Dinazzano.
La creazione di Zls regionali è prevista da una legge del 2017; in Emilia-Romagna la concretizzazione avverrà sull’asse orizzontale parallela, o quasi, alla via Emilia, per tenere un collegamento fra le porte con la Lombardia e il porto ravennate.
Saranno coinvolte in totale otto province, Rimini l’unica esclusa, e diciotto Comuni, fra cui Casalgrande e Rubiera e la confinante Modena.
LE cARATTERISTICHE
La Zls «avrà un’estensione di circa 4mila ettari e unirà il porto di Ravenna, baricentro del sistema, con i nodi intermodali regionali e le aree produttive commerciali identificate secondo criteri di collegamento economico-funzionale con il contesto portuale», ha precisato la Regione.
In questo scenario, il comprensorio ceramico – uno dei principali motori produttivi italiani – è uno dei cardini principali, le produzioni del settore piastrelle e della metalmeccanica sono al centro dei flussi sia verso il mare sia verso il Nord Europa.
La nascita della Zls dovrebbe aprire opportunità di finanziamento e di sostegno al tessuto economico su vari livelli.
L’assessore regionale alle Infrastrutture, Andrea Corsini, ha proposto che il potenziamento fra gli scali ferroviari di Dinazzano e di Marzaglia vengano inseriti nell’elenco di infrastrutture e progetti italiani da finanziare con il Recovery Fund europeo, il sostegno continentale pensato a livello comunitario per aiutare le Nazioni alle prese con le conseguenze dell’emergenza sanitaria.
Se la crescita dei due snodi “ceramici” venisse finanziata con questo strumento, le risorse disponibili aumenterebbero notevolmente e allo stesso tempo si libererebbero altre voci di spesa.
I VANTAGGI
Per restare in zona, con uno sviluppo della direttrice Dinazzano-Marzaglia si potrebbe pensare, come peraltro già suggerito dagli amministratori regionali, di aumentare le corse per passeggeri sulla linea Reggio-Sassuolo, a quel punto sgravata dalla movimentazione delle merci rispetto alla situazione attuale. Inoltre, il pacchetto localizzativo per la Zls prevede una serie di facilitazioni nazionali e regionali per le aziende attive nella zona logistica, e per quelle che si insedieranno al suo interno nei prossimi anni. Si parla di semplificazioni amministrative, incentivi economici e sgravi fiscali, da “validare” dimostrando la funzionalità degli interventi rispetto al progetto di rete più ampio. Fattori che potrebbero favorire il distretto ancor più. —
Adr.Ar.
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