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Sorpresi a sotterrare rifiuti nell’azienda avicola

Elisa Pederzoli
Sorpresi a sotterrare rifiuti nell’azienda avicola

Tre denunciati dai carabinieri forestali nello stabilimento di via Pescatora Il materiale sequestrato sarà analizzato: non si esclude la sua pericolosità

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Elisa Pederzoli

CASTELNOVO SOTTO

La segnalazione è arrivata alla centrale operativa dei carabinieri domenica mattina. Parlava di qualcuno che stava interrando dei rifiuti. Non si sbagliava. Quando i carabinieri forestali della stazione di Guastalla, prima, e del Nucleo investigativo di Polizia ambientale agroalimentare e forestale di Reggio, dopo, sono arrivati nei capannoni dell’Avicola Due B – azienda avicola con sede legale a Pomponesco (Mantova) ma con vari stabilimenti decentrati, tra cui questo di via Pescatora, sul confine tra i Comuni di Castelnovo Sotto e Campegine – hanno trovato due uomini al lavoro con due macchine operatrici, colti nella flagranza del reato di interramento rifiuti, secondo gli accertamenti dei carabinieri forestali.

Ora, sono tre le persone finite nei guai: i due lavoratori, un marocchino 60enne residente a Castelnovo Sotto, un 52enne di origini calabresi residente a Viadana (Mantova) e il titolare dell’azienda avicola e proprietario del terreno, un 58enne di Pomponesco. I militari hanno trovato in azione un grosso escavatore della portata di 100 quintali e un mezzo agricolo, che fungeva da muletto, guidati rispettivamente dal 52enne, estraneo all’azienda, e dall’operaio marocchino, dipendente dell’azienda avicola. I due, secondo le indagini, stavano realizzando lo smaltimento di un’ingente quantità di rifiuti – che ancora resta di difficile caratterizzazione, tanto che al momento gli investigatori non possono escluderne la pericolosità e che dovranno essere sottoposti ad analisi – tramite la pratica illecita del sotterramento. Mentre la persona alla guida del grosso escavatore eseguiva la movimentazione di terra, scavando una fossa larga sei metri circa e profonda tre metri, e seppelliva i rifiuti con terra di riporto, l’altro operaio trasportava, sul mezzo adibito a muletto, i rifiuti potenzialmente pericolosi, temporaneamente stoccati in una struttura in disuso posta nell’area cortiliva del complesso zootecnico.

I carabinieri forestali, durante gli accertamenti, hanno scoperto – oltre alla buca, nella quale erano depositati circa 10 metri cubi di rifiuti in attesa di essere sotterrati, che era ben visibile – una striscia terra di circa 70 metri di lunghezza e 5 metri di larghezza recentemente movimentata. L’area ispezionata con scavi eseguiti a campione hanno fatto emergere la stessa tipologia di rifiuti potenzialmente pericolosi, già sotterrati sotto una coltre di terra.

Un accurato controllo sull’intera area del complesso avicolo ha portato inoltre alla luce un’altra area dove erano stati seppelliti e accumulati rifiuti derivanti da demolizioni edili per i quali, però, non è stato possibile agli investigatori escludere la loro pericolosità per assenza di informazioni circa la loro origine. Nelle immediate vicinanze è stata accertato anche un deposto incontrollato di rifiuti anch’essi potenzialmente pericolosi, anche in questo caso per assenza di informazione sull’origine della produzione.

Nel complesso avicolo vengono allevati 70.000 capi di tacchini ed è costituita da una superficie zootecnica di circa 10 ettari: qui i carabinieri forestali hanno provveduto a sequestrare i due veicoli utilizzati per interrare illecitamente i rifiuti; due aree interessate allo smaltimento illecito di rifiuti mediante sotterramento (rilevata in circa 2200 metri quadri); una struttura utilizzata per lo stoccaggio abusivo provvisorio dei rifiuti seppelliti (stimata in circa 500 metri quadri); l’area interessata al deposito incontrollato di rifiuti a cielo aperto, a diretto contatto con i terreni (rilevata in circa 200 metri quadri).

I reati contestati vanno dallo smaltimento illecito di rifiuti, per l’azione colta in flagranza, al deposito incontrollato di rifiuti, per aver superato i limiti quantitativi e qualitativi di rifiuti che anche un’attività come quella in questione è autorizzata a produrre, per quelli che sono stati trovati e sequestrati sul posto. Ulteriori indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giulia Stignani, stabiliranno la pericolosità o meno dei rifiuti attraverso attività di campionatura e analisi del materiale sequestrato. —

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