Gazzetta di Reggio

Reggio

Un San Prospero a numero chiuso Inaugurazione della Torre restaurata

Luigi Vinceti
Un San Prospero a numero chiuso Inaugurazione della Torre restaurata

Per la ricorrenza dei reggiani sospese le messe in cattedrale, prenotazioni per partecipare al pontificale con il vescovo  

3 MINUTI DI LETTURA





il programma

Luigi Vinceti

La festa di San Prospero, patrono della città e della diocesi reggiana, è fissata per martedì 24 novembre e anche se la piazza antistante la basilica sarà meno animata del solito per Reggio Emilia si annuncia una ricorrenza particolarmente sentita.

Il programma è contrappuntato da eventi religiosi e laici e purtroppo ad alcuni appuntamenti non ci sarà libero accesso per l’emergenza sanitaria che impone restrizioni. Durante la giornata saranno sospese ad esempio le messe in cattedrale e chi vorrà partecipare al pontificale con il vescovo Massimo Camisasca in programma proprio nella basilica di San Prospero, dovrà preventivamente prenotarsi.

Nel corso della cerimonia ufficiale, alle 11, come fa abitualmente in occasione della festa del patrono, Camisasca terrà il consueto “Discorso alla città” rivolgendosi non solo ai fedeli presenti. Il tema scelto quest’anno è di indubbia attualità: “In principio la parola. Imparare a leggere e scrivere nell’epoca di internet”. Vi si coglie l’aspetto della didattica a distanza e la forzata lontananza dei ragazzi dalle lezioni in aula. La funzione potrà essere comunque seguita in diretta attraverso Telereggio (canale 14), You Tube La Libertà Tv e la pagina Facebook de La Libertà.

Il programma religioso per la festa del patrono cittadino si aprirà con una messa nella basilica alle 9 e si completerà nel pomeriggio con i vespri solenni alle 17.30 e la celebrazione di un’ultima messa alle 18.

Ma non mancherà un aspetto laico analogamente interessante collegato alla basilica del patrono. Prima della solenne celebrazione, alle 10.15, verrà infatti inaugurata la Torre di San Prospero dopo il suo ripristino grazie ai recenti restauri resi possibili da alcune generose donazioni pubbliche e private. In piazza è prevista la presenza delle autorità cittadine.

La leggenda vuole che il legame di Reggio con San Prospero derivi dal fatto che il Santo avvolse la città di una fitta nebbia che la rese invisibile ad un’orda di barbari che stavano avanzando lungo la valle Padana.

Il suo corpo risulta frattanto ospitato nella chiesa di un paese del ponente Ligure. Accanto all’altare nel quale riposa il Santo c’è un vistoso riquadro con queste spiegazioni: “San Prospero è venerato come martire della Chiesa Cattolica. Visse a Roma nel III-IV secolo. Secondo la tradizione era un nobile che, convertitosi al cristianesimo, lasciò la vita mondana, donando i suoi beni ai poveri, rinunciando ad ogni carica di prestigio e potere per mettersi alla sequela della Parola del Signore. Subì, dopo vari tormenti, il martirio per decapitazione, intorno al 304 d.C. per non aver rinnegato la sua fede in Cristo e non essersi sacrificato all’imperatore; durante la Grande Persecuzione sotto l’impero di Diocleziano. Il suo corpo venne seppellito nelle catacombe di San Callisto a Roma. Grazie all’interessamento di certo padre Giobatta, un Cappuccino predicatore nativo di Dolcedo, dal 10 gennaio 1789 il corpo di San Prospero, riccamente vestito con la divisa di soldato romano, è presente in questa chiesa e custodito gelosamente nell’urna corredata dei sigilli in ceralacca attestanti la sua autenticità”. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google