«La gente onesta di Brescello ancora infangata dai Grande Aracri»
Dura presa di posizione dopo la nuova inchiesta sui farmaci Le Agende Rosse di Reggio e Modena contro il clan cutrese
BRESCELLO
Salvatore Grande Aracri faceva la spola tra Brescello e Cutro per portare imbasciate, stabilire contatti e curare affari illeciti in nome e per conto della cosca di famiglia, che ai due estremi geografici ha legato i suoi successi criminali, segnando la vita di quei luoghi e delle loro genti. Fatto rimarcato, con profonda nota di amarezza, anche dal Gruppo Rita Atria - Reggio Emilia e Provincia dell’associazione antimafia Agende Rosse.
Il loro è un riferimento all’inchiesta che due giorni fa ha portato i carabinieri dei comandi provinciali di Catanzaro e di Crotone – denominata Farmabusiness – ad arrestare 19 persone (tra cui il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini) e indagarne in tutto 25 con l’accusa, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e minaccia a un pubblico ufficiale. Inchiesta con arrestati anche di Reggio Emilia.
«Apprendiamo dagli organi di stampa nazionali e in particolare dalla Gazzetta di Reggio Emilia negli articoli di Enrico Tidona e Tiziano Soresina che, a seguito dell’operazione “Farmabusiness” della Dda di Catanzaro, ancora una volta, la Cosca Grande Aracri irrompe con forza sulla scena criminale – scrive l’associazione antimafia reggiana – Il business della cosca consisteva nel fare profitti spropositati attraverso l’esportazione illegale di farmaci oncologici, ovviamente il tutto sulla pelle dei cittadini e a danno della Sanità Pubblica. A capo di questo giro d’affari illecito emerge il nome del brescellese Salvatore Grande Aracri, figlio di Francesco Grande Aracri e nipote del boss Nicolino Grande Aracri. Ci teniamo a ricordare che Salvatore Grande Aracri è coinvolto e condannato nel processo Grimilde, di cui si concluso il primo grado del rito abbreviato, che lo ha portato in carcere attraverso l’operazione che ha tenuto svegli i cittadini di Brescello nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2019. Brescello si trova di nuovo tirato in ballo, attraverso una azione criminale che dal nord estende i suoi affari in Calabria, in una sorta di “emigrazione al contrario”. Tutto questo a riprova del fatto che, per la ‘ndrangheta, le distanze e i luoghi non sono un problema. Come gruppo Agende Rosse crediamo che invece i luoghi contino e ci dispiace vedere il nome del Comune della Bassa infangato da criminali che, attraverso le loro azioni, offendono, ledono e disprezzano i cittadini onesti di Brescello! Il Movimento Agende Rosse di Reggio Emilia e Provincia rinnova il proprio impegno antimafia insieme a questi cittadini onesti e condanna fermamente ogni azione criminale. Condanna, ulteriormente, tale azione criminale che in modo ignobile, lucra sulla malattia delle persone».
Le Agende Rosse però non si fermano lì: il gruppo Mauro Rostagno di Modena punta il dito contro «l’obiettivo di esportare illegalmente farmaci oncologici “per rivenderli all’estero con profitti spropositati” e quindi lucrando sulla salute dei cittadini» prendendo «una posizione netta di sdegno e condanna contro tali reati commessi non solo contro il Servizio Sanitario Nazionale ma anche contro la salute delle persone e delle famiglie che lottano ogni giorno contro il cancro» scrive l’associazione modenese. «In evidenza, inoltre, come stiano emergendo sempre più figure criminali femminili che hanno goduto di decenni di sottovalutazione e come le nuove leve di cui si è sentito parlare durante le udienze di primo grado del processo Aemilia abbiano ormai preso in mano lo “scettro” della gestione della cosca». —
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