Gazzetta di Reggio

Reggio

Prima settimana in zona arancione Record di positivi toccata quota 414

Nicole Nasi
Prima settimana in zona arancione Record di positivi toccata quota 414

Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl, spiega: «Ai soliti tamponi si aggiungono quelli dei medici di base»

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

È trascorsa una settimana da quando l’Emilia Romagna è passata da zona gialla a zona arancione per tentare di fermare il contagio da Coronavirus, eppure l’andamento rimane costantemente alto: giovedì si è toccato il record di 414 casi di positività solamente sul nostro territorio.



Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia, ha giustificato questo dato specificando che ai regolari tamponi – una media di 1800 al giorno – sono stati aggiunti quelli richiesti dai medici di base lasciati in sospeso; dalla settimana scorsa fino ai primi giorni di quella in corso, le prescrizioni sono state circa 600 al giorno, creando così un accumulo ora in corso di smaltimento. Ciò è stato possibile anche grazie all’apertura, giovedì scorso, del nuovo punto drive trough davanti allo Spallanzani, dove l’attuazione dei test antigenici rapidi ha dato modo ai medici di valutare in tempi brevi le condizioni degli alunni e delle persone in quarantena venuti a contatto con positivi, chiudendo così le relative pratiche. Un ulteriore aiuto per i sanitari è stato l’innovativo servizio sms che ha fatto sì che più del 60% dei cittadini scaricasse in autonomia il proprio certificato, snellendo le procedure burocratiche.



Parlando di numeri, Giorgio Mazzi, direttore del Presidio ospedaliero di Reggio Emilia, ha delineato un chiaro quadro della situazione settimanale nelle nostre strutture.

Gli accessi totali al pronto soccorso sono stati 1.236, 247 al giorno, contro i 261 della scorsa settimana, di cui 232 positivi, si parla quindi del 19% del totale: nei primi giorni del mese di novembre gli accessi sono stati 264 al giorno per un totale di 652 casi Covid su 1.300 circa.

Per quanto riguarda i ricoveri, in questi sette giorni, si è arrivati a 277, il 45% dei quali positivi, dato in aumento di un 5% se confrontato con le due settimane precedenti (40%), tendenza in aumento.



In merito a ciò, non si può tralasciare il dato relativo ai posti letto. Vista la situazione, sono stati ridotti gli interventi chirurgici non urgenti per permettere di avere più posti e più personale. Lo scorso weekend, infatti, c’è stato un importante intervento da parte dell’Ausl che ha portato all’incremento di un centinaio di letti così suddivisi: 4 in terapia intensiva a Reggio, 7 in medicina terza, 20 in lungodegenza, 6 in alta intensità medica, 5 in terapia intensiva a Guastalla e 36 in medicina interna, 18 in lungodegenza a Castelnuovo Monti e 6 in riabilitazione respiratoria a Correggio.

In provincia sono 460 i positivi per Covid (83%) mentre la settimana scorsa ammontavano a 342, mantenendo sempre un margine per scongiurare l’emergenza e il ricorso ad altre risorse. I ricoveri si aggirano in un range di 325-350, dato momentaneamente stabile. In terapia intensiva a Reggio Emilia si registrano su 28 posti letto, 19 casi di Covid e 7 con altre patologie, a Guastalla su 10 solamente 2 sono occupati da pazienti negativi, i restanti sono positivi; su 38 posti disponibili nelle due strutture ospedaliere, 27 riguardano persone che hanno contratto il virus. Mazzi ha inoltre dichiarato che rimane fondamentale mantenere un certo numero di posti per chi ha necessità differenti, e che per ora non è necessario ricorrere all’hub messa a disposizione dalla Regione, in quanto non si è ancora raggiunto il tetto massimo, grazie anche alla disponibilità dell’ospedale di Castelnovo Monti e alla clinica privata Villa Salus di Reggio Emilia.



Nicoletta Natalini, direttore sanitario dell’Ausl di Reggio Emilia, ha detto che c’è una continua ricerca per trovare nuovi equilibri che vadano incontro alle esigenze di tutti. Rimangono quindi fissati gli interventi chirurgici urgenti, i traumi e gli oncologici, chiarendo che l’annullamento viene fatto «con il contagocce» e che la situazione rispetto alla prima ondata richiede più monitoraggio da parte dei sanitari. Tra le novità di questa settimana c’è l’avvio di un processo di informatizzazione che riguarda la chiusura delle pratiche di casi che non necessitano di particolare monitoraggio manuale, cercando di far andare di pari passo risultati e referti aderenti alle scadenze.

«La priorità è l’individuazione e la gestione dei casi – ha detto – con particolare attenzione per scuole e pazienti gravi. È inevitabile la creazione di priorità, ma ciò non vuol dire che i cittadini vengano abbandonati. Dalla prossima settimana verrà attuata una gestione diversa, per permettere anche i ritorni all’attività professionale. Si tratta di una grossa mole di lavoro. Infatti, al momento le persone isolate sono circa 10mila, di cui 3mila dichiarati guariti. Il Covid fa paura ma è impossibile rispondere telefonicamente a tutti. Il servizio sms insieme a questa procedura andrà sicuramente a snellire tutto ciò. Ci tengo a dire che è necessaria un’attenta valutazione per capire se effettivamente è possibile terminare la quarantena, e questo può avvenire solo attraverso un certificato rilasciato dalla sanità pubblica e non dal medico di base o pediatra». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google