Ripartono i laboratori di quartiere Reggio prepara il post-pandemia
Dal 30 novembre scatta la versione online del progetto “Qua” per risolvere vecchi e nuovi problemi
REGGIO EMILIA
Non esistono più i vecchi consigli di quartiere e neppure le circoscrizioni che li avevano sostituiti, abolite in seguito a una legge nazionale del 2010. Nondimeno il Comune di Reggio continua a sollecitare la partecipazione dal basso dei cittadini con una nuova versione del progetto “Qua-quartiere bene comune”, che dal prossimo 30 novembre sarà lanciata on line per ovviare al distanziamento fisico imposto dalle misure contro la pandemia.
I problemi annosi e i nuovi bisogni emersi a causa dell’emergenza sanitaria sono stati indagati tramite il questionario “Reggio Emilia, come va?” promosso dall’amministrazione comunale nell’aprile scorso. Su tale base si rimetteranno in moto i Laboratori di quartiere elaborando, come in passato, progetti di prossimità e iniziative strettamente connessi al territorio, per dare risposte alle richieste delle persone, delle associazioni e dei soggetti portatori di interesse. Le “sfide territoriali” saranno delineate tramite una mappatura che metta in evidenza le criticità e fragilità, ma anche i punti di forza e le opportunità dei servizi attivi sul territorio.
Durante il confinamento primaverile i rapporti con la cittadinanza sono stati affidati agli “architetti di quartiere”. «Essi – ha sottolineato Lanfranco De Franco, assessore alla Partecipazione – hanno lavorato molto nei mesi in cui erano impossibili gli incontri fisici. È con i laboratori però che istituzioni, associazioni e cittadini si trovano attorno a un unico tavolo per costruire insieme le proposte progettuali e prendere impegni reciproci per i bisogni dei quartieri. Quest’anno tutti gli ambiti territoriali partiranno allo stesso momento e puntiamo a siglare in pochi mesi molti accordi di quartiere, per partire subito con la realizzazione dei progetti. Aspetti fondamentali sui quale chiederemo ai cittadini di immaginare le strategie del futuro saranno i beni comuni, l’ambiente e la prossimità. Lotta ai cambiamenti climatici, riuso e rigenerazione, città dei “15 minuti”, saranno tra gli argomenti che sottoporremo in via prioritaria ai cittadini reggiani, per una città futura più giusta e sostenibile».
Le novità di questa seconda stagione sono state illustrate da Nicoletta Levi, dirigente del servizio Poltiche di partecipazione, che ha detto: «Avevamo raccolto i progetti in 18 quartieri consultando 18mila utenti. Ora i quartieri sono aggregati in otto ambiti territoriali con analoghe caratteristiche urbanistiche e paesaggistiche, gli ambiti A (Gaida, Cadè, Cella, Roncocesi, Cavazzoli), B (Pieve Modolena, Carrozzone, Regina Pacis, Bell’Albero-Premuda, Orologio, Roncina), C (Codemondo, San Bartolomeo, Rivalta, Coviolo, Canali, Fogliano), D (Baragalla, Buon Pastore, San Pellegrino, Crocetta, Migliolungo, Belvedere, Rosta Nuova, Strada Alta, Pappagnocca, Buco del Signore). E (Mirabello, Ospizio, San Maurizio, Villaggio Stranieri), F (Masone, Roncadella, Castellazzo, Marmirolo, Gavasseto, Sabbione, Bagno, Corticella), G (Mancasale, Sesso, Massenzatico, Pratofontana, Gavassa) e H (San Prospero, Tondo, Gardenia, Tribunale, Santa Croce)».
Nella prima fase erano state selezionate nove proposte, fra le 39 candidature pervenute, da realizzare entro il 31 luglio 2021 con un contributo complessivo di 170mila euro. Sono i progetti “Luoghi Comuni” di Giro del Cielo, “Andata e ritorno Ronco-Cadè” di Arci- Comitato territoriale, “Stazione in movimento” di Centro di Solidarietà onlus, “Abito quindi esisto” di Cps Soc.coop sociale, “Vicino al vicino” di Uisp, “Strariparte-connessioni mirabolanti tra persone e quartieri” di Centro sociale Papa Giovanni XXIII, “Nuove abitudini 20+21” di Associazione culturale Cinqueminuti Aps, “Regeneration-legami relazioni e buone pratiche di comunità” di San Giovanni Bosco coop sociale e “Liberi intrecci - Esperienze di quartiere aperto” di Galline volanti aps. Fra i nuovi progetti che si stanno concretizzando, De Franco segnala la “Strada di biodiversità” che collega, valorizzandole, le imprese di Codemondo e San Bartolomeo, impegnate in attività sostenibili di ristorazione, allevamento e agricoltura. —
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