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la nuova sfida 

Adesso si cercano fondi per completare il lotto B

L.V.
Adesso si cercano fondi per completare il lotto B

Ulteriori undicimila metri quadrati per un migliaio tra studenti e docenti Regione, Provincia, Comune e Comitato Città Universitaria già pronti a ripartire

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REGGIO EMILIA

Con l’ex Seminario vescovile trasformato in università la nostra città realizza il terzo polo accademico. Dopo la sede di Palazzo Dossetti in viale Allegri (ex caserma Zucchi) e il Campus San Lazzaro (ex manicomio) arriva questo enorme palazzo costruito nel 1954 dall’architetto Enea Manfredini ed ora restaurato dai figli Alberto e Giovanni con la collaborazione di altri specialisti.

La prima parte dell’operazione comporta interventi per 7 milioni e 770 mila euro raccolti fra Regione (500mila), Comitato Città Universitaria (4 milioni e 820mila) Seminario ed altri donatori. Mancano 180mila euro per le rifiniture. Ed è solo il lotto A, vale a dire tre piani dell’ala Nord nei quali sono stati realizzati 1.032 posti aula e 160 postazioni di lavoro. Dove c’era l’ex refettorio è stato ricavato un auditorium da 293 posti e nel seminterrato troveranno ospitalità il foyer, i servizi del centro elaborazione dati e le sottocentrali degli impianti. Tutto questo riguarda il primo edificio che si affaccia su viale Timavo e che potrà accogliere un migliaio di studenti e docenti.

Alle spalle però, accanto al parcheggio già recuperato, c’è un immobile quasi analogo (lotto B) che aspetta il completamento dell’opera in corso e per il quale saranno necessariamente raccolti nuovi fondi. A dispetto del momento di crisi (sanitaria ed economica) che lima la fiducia c’è la convinzione di riuscirvi abbastanza velocemente. Il lotto B riguarda oltre 11mila metri quadrati (ulteriori mille posti disponibili) e proprio in queste settimane verranno completati i progetti che a breve saranno portati all’attenzione di enti e privati. Proprio all’inaugurazione del primo lotto avvenuta ieri si è parlato della seconda sezione che ha subito trovato la conferma dell’appoggio da parte della Regione, del Comune, della Provincia e del Comitato Città Universitaria che dovrà promuovere la nuova “colletta”. Tutti gli intervistati hanno garantito: «Ci saremo anche noi».

L’intero progetto affiorò nell’aprile 2018 quando il vescovo Camisasca manifestò la decisione di mettere a disposizione della comunità reggiana l’edificio, e venne siglato un accordo con il Comune e l’Università per avviare l’iter di progettazione esecutiva nonché la raccolta di risorse. Di tutto si occupò subito il Comitato presieduto da Mauro Severi accanto al quale hanno operato il vice Paolo Bonaretti e i consiglieri Giorgio Zanni, Daniele Marchi, Gino Belli, Ferdinando Del Sante, Gian Piero Menozzi nonché i sindaci revisori Giulio Morandi, Ivan Villa e Mauro Macchiaverna. Quasi tutti presenti ieri così come vari esponenti di cooperative e imprese private. «Una opportunità straordinaria per la nostra comunità» ha precisato Romano Sassatelli presidente della Fondazione Manodori. «Siamo riconoscenti agli attori di questa operazione» ha aggiunto Fabio Storchi presidente di Unindustria. «Un vero miracolo frutto della generosità di tanti» ha completato Stefano Landi già presidente della Camera di Commercio.

La cerimonia inaugurale si è conclusa con le note di un brano di Bach suonate al violino da Federica Giani e con la benedizione dei locali da parte del vescovo Camisasca. —



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