Gazzetta di Reggio

Reggio

IL RICORDO 

Cappellano dei pompieri da quasi settant’anni

AM.P.

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REGGIO EMILIA

«Sarà una Santa Barbara amara, senza don Pietro. È vero che quest’anno, causa pandemia, la patrona dei vigili del fuoco verrà celebrata a porte chiuse, ma quella data è sempre stata l’occasione per vederlo di persona, nonostante l’infermità. E le rare volte che ci si incontrava la luce nei suoi occhi diceva tutto».

Così un vigile del fuoco, che parla a nome dei colleghi, ricorda don Pietro, storico cappellano (svolgeva l’incarico dal 1952 e «anche se il corpo ora si appoggia alla parrocchia di via Bismantova, il punto di riferimento è sempre stato lui») dei pompieri di Reggio. «Credo però che don Pietro, il 4 dicembre, ci vedrà da lassù, insieme a don Incerti e agli altri vigili del fuoco che ha raggiunto».

Da via della Canalina arrivano ricordi affettuosi: «La domenica officiava la messa in comando e poi spesso rimaneva a pranzo con noi; amava stare in mezzo ai vigili del fuoco, per lui sono sempre stati una seconda famiglia». Lo si vedeva comparire in momenti felici «come quando si festeggiava qualcuno che andava in pensione» o in situazioni tristi, «come i funerali dei colleghi scomparsi. Don Pietro ne ha visti tanti, sia caduti in servizio (come i tre pompieri reggiani, più un quarto amico, che precipitarono in cordata dal Gran Zebrù il 5 agosto del 1997) sia spentisi per malattia. Per qualsiasi eventualità bastava un colpo di telefono e lui era sempre pronto: ci ha voluto bene come noi abbiamo voluto bene a lui». —

AM.P.

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