L’ex seminario ora è università «Si è compiuto un miracolo laico»
Soddisfazione all’inaugurazione della nuova sede Unimore Il vescovo Massimo Camisasca: «Il merito è di tutti»
REGGIO EMILIA
Il “miracolo laico”, come l’ha definito il vescovo Massimo Camisasca, si è puntualmente avverato. Nel pieno rispetto delle previsioni, è stato ufficialmente consegnato all’Università di Modena e Reggio il terzo polo accademico cittadino che verrà ospitato nella sede dell’ex Seminario.
Al restauro e ammodernamento dell’edificio hanno partecipato istituzioni pubbliche e private, convenute ieri mattina nel salone d’ingresso dello storico immobile che sorge in viale Timavo e si affaccia sulla circonvallazione cittadina.
Investiti sino ad ora oltre 7 milioni e mezzo di euro (mancano 180 mila per le rifiniture) frutto di uno sforzo corale impressionante per dimensioni e collegialità. Per dare impulso all’iniziativa che punta a formare le nuove generazioni si sono coalizzate la Chiesa e il mondo laico, una strategia insolita ma molto fruttuosa.
Valutazioni ampiamente positive sono state espresse da tutti i relatori. La prima voce è stata quella dell’assessore regionale Alessio Mammi che non ha nascosto la soddisfazione per i risultati di questo coinvolgimento corale delle migliori forze della città e della provincia ed ha portato il saluto del presidente Bonaccini ora in via di guarigione. La Regione ha contribuito con 500mila euro. «La nostra terra – le sue parole – ha il pregio di portare a termine i risultati con efficacia condividendo obiettivi e strategie». Sono seguiti i ringraziamenti al vescovo e a tutti gli attori del programma.
«Questo è un segnale di speranza per la nostra comunità che da mesi affronta i pericoli dell’emergenza sanitaria – ha affermato il presidente della Provincia Giorgio Zanni – ma dimostra di saper onorare tempi e impegni per ambiziosi piani di riqualificazione del sistema educativo ed urbano. Qui s’inizierà ad ospitare i giovani, e dunque a preparare il futuro».
Il sindaco Luca Vecchi ha poi narrato dei primi contatti con il vescovo, ringraziandolo vivamente, quando Camisasca gli manifestò la volontà di destinare al riuso formativo i prestigiosi spazi del Seminario. «Operazione – ha precisato – che si è concretizzata in un confronto sincero e collaborativo improntato al bene pubblico. Un dialogo aperto con Curia ed Unimore che arriva felicemente in porto». Non sono mancati gli apprezzamenti per enti pubblici e privati che hanno collaborato al progetto. «Nonostante la pandemia il nostro programma è stato rispettato e ne siamo fieri – ha aggiunto Mauro Severi presidente del Comitato Reggio Città Universitaria – grazie al convinto sostegno generalizzato di cui abbiamo avuto testimonianza. Qui c’è il motore di una nuova cultura professionale, la forza di un nuovo sviluppo, la spinta ad una apertura nazionale e internazionale di Reggio Emilia». Tanti poi i grazie per i sostegni ricevuti.
«Con l’ingresso dell’Università in questo terzo polo – ha affermato il rettore Carlo Adolfo Porro – prende corpo l’idea di quella “città universitaria” immaginata e sottesa nell’accordo firmato con il Comune di Reggio. Nella Curia abbiamo trovato un attore fondamentale attento a cogliere ed accogliere le esigenze nostre e del Comitato promotore, un interlocutore puntuale e competente. Il numero crescente di studenti certifica un ateneo di qualità, radicato nel territorio ma con lo sguardo aperto al mondo». E infine il pensiero del vescovo Camisasca che ha ribadito il concetto di “miracolo laico” di Dio intendendo come laico il popolo e Dio il fondamento del popolo. «Questa non è solo opera del vescovo ma di tutta la chiesa, di Reggio Emilia e della Regione. Siamo fieri della lucidità che ha guidato questa concorde iniziativa». —
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