«Le mafie sono un brand di successo grazie alla capacità di tessere relazioni»
La presentazione-dibattito sul radicamento delle organizzazioni criminali con il procuratore Nicola Gratteri e lo storico Antonio Nicaso
L’incontro
LUCA G. Murrone
A che punto è l’ossigeno “legale”, e quindi l’attività di contrasto ai metodi mafiosi, in Emilia Romagna?
«Non possiamo fare invasione di campo. Noi dalla Calabria stiamo attenti e cerchiamo di monitorare e lavorare dando uno sguardo anche al Nord. Ma questa domanda va rivolta ai colleghi emiliani. Non voglio essere accusato di “invasione di campo”».
la piattaforma educativvu
Sempre molto diretto e schietto, il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha risposto così ad una delle tante domande inviate a lui e al professore e storico della mafie Antonio Nicaso, durante la presentazione del loro ultimo libro – edito da Mondadori – presentato in diretta streaming, venerdì sera, sulla piattaforma Educativvu.it.
Un evento molto sentito e partecipato, voluto fortemente dal Comune di Rubiera, che continua – nonostante il Covid che non permette lo svolgersi di manifestazioni pubbliche – a esercitare la propria voglia di legalità ospitando “virtualmente” due grandi paladini dell’antimafia del nostro Paese: Gratteri e Nicaso, appunto.
A moderare l’incontro è stato il giornalista Pierluigi Senatore, che ha messo sul tavolo diverse tematiche da affrontare.
A prendere la parola per primo è stato il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro che, ringraziando «due grandi ospiti sempre graditi a Rubiera» ha detto: «Un ringraziamento e un saluto grato a Nicaso e Gratteri e grazie ai ragazzi di Educativvù, che stanno varando uno strumento che sarà importantissimo (non solo in questa epoca che ci vede distanti) perché bisogna parlare di legalità con strumenti innovativi».
i momenti di crisi
Gli strumenti innovativi vengono adottati anche dalle mafie che, come avvenuto nelle grandi crisi e durante i terremoti degli ultimi anni, anche con l’emergenza Covid-19 trae ricchezza illegalmente per radicarsi nel territorio italiano e non solo.
Queste mafie, sempre più ricche, per avere successo – secondo lo storico Antonio Nicaso – «hanno bisogno di relazioni esterne altrimenti non sarebbero un brand di successo».
Gratteri e Nicaso, protagonisti di questo ennesimo viaggio nel malaffare che parte dalla Calabria per espandersi dappertutto, parlano ovviamente della nostra terra, sempre al centro dell’attenzione dei fenomeni criminali a stampo ’ndranghetista.
Su questo punto il giornalista e moderatore Pierluigi Senatore si è lasciato andare ad una battuta, rivolgendosi ai due relatori: «Anni fa, avete rischiato in Emilia quando siete venuti a dire che le mafie, e la ’ndrangheta in particolare, erano ben radicate sul nostro territorio. Ci son volute un po’ di inchieste e poi qualcuno, per fortuna, vi ha dato ragione».
Di inchieste che hanno colpito anche la “non immune” provincia reggiana, “Ossigeno Illegale” parla approfondendo, tra le tante cose, i loschi giri criminali che hanno coinvolto e continuano a coinvolgere la provincia di Reggio Emilia e il Crotonese, con il clan Grande Aracri protagonista.
Su questo tema, il sindaco Cavallaro, si è espresso così: «L’Emilia compare più volte in questo libro ed è stata coinvolta, anche nelle ultime settimane, da inchieste importanti coordinate proprio da Gratteri. Vorrei considerare il procuratore capo una “sorta” di quello che oggi può essere definito “vaccino”. Sono quelle cose che attendiamo tanto per curare malattie che però si combattono necessariamente con le azioni e la coscienza di tutti». —
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