«Caro prof come facciamo a spiegare la sua morte?» Addio commosso a De Fazi
Ieri a Rubiera si sono svolti i funerali a dell’insegnate di matematica al quale studenti e genitori hanno scritto una letterra accorata
SAN MARTINO
«Ci sono eventi che la scienza non sa spiegare. Come facciamo, caro prof, a spiegare questi tragici eventi ai nostri figli?». Un interrogativo senza risposta posto ai funerali del professor Vincenzo De Fazi, celebrato nel pomeriggio di ieri nella parrocchia di Rubiera. Un vuoto incolmabile ha lasciato la sua morte. Un malore improvviso non ha lasciato scampo a De Fazi che si è spento, a soli 52 anni, sabato sera a casa sua a Rubiera.
Una tragica notizia che ha sconvolto non solo la comunità rubierese ma anche la “sua” San Martino dove, molto amato dagli alunni, insegnava alle scuole medie comunali matematica. Il loro amato prof, vero punto di riferimento per tutti, ieri non era a lezione e nei volti di quei ragazzi adolescenti si vedeva la commozione e nessuno è riuscito a trattenere le lacrime.
Nel pomeriggio di ieri, nella parrocchia di Rubiera, è stato celebrato il funerale al quale hanno partecipato un vasto numero di insegnati e colleghi che non dimenticheranno mai la bontà e disponibilità del prof De Fazi.
Una famiglia distrutta dal dolore con la moglie Agata, i figli Michele e Sofia e la mamma Giuseppina e la sorella Perla, alla quale si è unito il dolore della preside Maria Grazia Culzoni e di tutta la scuola media di San Martinodove De Fazi lavorava dal 2004. Un funerale molto sentito e partecipato che – nel rispetto delle normative Covid – ha ospitato nella chiesa parrocchiale anche il ricordo degli insegnati e di alcuni genitori degli alunni.
Proprio i genitori, in accordo con gli alunni e gli insegnanti hanno fatto recapitare alla famiglia tutto l’affetto possibile. Parole, messaggi, disegni, poesie e lacrime, tantissime lacrime. Gli alunni delle scuole medie di San Martino in Rio, continuano a porsi ancora infiniti interrogativi sulla la morte del loro insegnate. Durante il commovente ricordo letto durante la cerimonia funebre, i ragazzi e le loro famiglie hanno scritto: «Lei prof era proprio la persona giusta alla quale porre questa domanda». Prima di diventare insegnante e animatore digitale nella scuola media, De Fazi è stato anche libero professionista. Una delle sue più grandi passioni era il tennis e chi ha avuto il piacere di conoscerlo lo ricorda per i suoi modi garbati e per il suo profondo rispetto delle idee altrui e per l’infinito amore verso la scuola e i “suoi ragazzi”.
Le famiglie degli studenti hanno puntato su questo per rendergli omaggio: «Un insegnante, un maestro, una persona che lascia un vuoto enorme. Quando le persone svolgono al meglio il loro lavoro – hanno scritto nella lettera – e ci mettono cuore e testa, si diventa presto punti di riferimento per chi si ha vicino. La lezione che lei oggi ci insegna è impossibile da capire caro prof, possiamo solo concentrarci su quello che la matematica ci insegna. Nella vita occorre fare l’addizione dei momenti belli trascorsi insieme, sottrarre le difficoltà quotidiane, moltiplicare le occasioni di gioia, confronto e crescita comune. Dividere il peso che stiamo portando in questo momento perché, portato insieme, sarà più leggero». Gli alunni, gli insegnanti e le famiglie che non hanno potuto partecipare al rito religioso a Rubiera, hanno partecipato ad un rosario celebrato alle 19 di ieri sera nella parrocchia di San Martino in Rio. —
Luca Giuseppe Murrone
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