Niente banchetti né castagne Solo messe (a numero chiuso)
La prima liturgia alle 9 Alle 11 il solenne pontificale con la benedizione della torre Alle 17.30 i vespri e alle 18 l’ultima messa
REGGIO EMILIA
Il Covid mette i bastoni tra le ruote anche alla festa dedicata a San Prospero, patrono della nostra città, imponendo restrizioni e impedendo avvenimenti e usanze che fanno parte della tradizione.
L’accesso alla basilica che campeggia sulla omonima piazza non sarà infatti possibile a tutti durante la celebrazione religiosa ufficiale (in programma alle ore 11) con il pontificale del vescovo Massimo Camisasca.
Sarà accolto solo chi, preventivamente, si sarà prenotato utilizzando il sito internet iovadoamessa.it.
In compenso ci saranno le dirette televisive su Telereggio (canale 14), sul canale You Tube La Libertà Tv e sulla pagina Facebook de La Libertà che documenteranno gli eventi in corso. Un modo decisamente insolito di ascoltare il messaggio che il vescovo Camisasca rivolge abitualmente alla città e che stavolta avrà il tema: “In principio la parola. Imparare a leggere e scrivere nell’epoca di Internet”.
L’inciampo pandemico si riflette poi naturalmente sugli altri eventi che avrebbero dovuto fare da festosa cornice alla ricorrenza. Ad iniziare dalla inaugurazione della torre di San Prospero che affianca la chiesa e che è stata recentemente restaurata grazie al contributo di tanti generosi reggiani. Facile immaginare, in altri tempi, una cornice di spettatori ma le regole di sicurezza sanitaria hanno imposto una formula diversa. «Prima della santa messa – precisa il vicario vescovile Alberto Nicelli – la torre verrà benedetta dal vescovo alla presenza solo del sindaco e del prefetto, che usciranno per qualche minuto dalla basilica, indicativamente intorno alle 10.30, per poi tornare in chiesa».
Non ci saranno, infine, gli stand e banchetti che, per tradizione, hanno sempre affollato il plateatico richiamando tanti reggiani con le loro ghiottonerie gastronomiche. Non ci sarà neppure il padellone dei volontari della festa di Marola, dove ogni anno vengono cotti quintali di castagne.
«Credo – aggiunge don Nicelli – che nella storia della città ciò sia venuto a mancare solo durante le pestilenze dei secoli scorsi. Era anche consuetudine la processione con il busto di San Prospero; abbiamo ripristinato la portantina, ma anche questo breve pellegrinaggio è stato annullato».
Non resta dunque che rammentare la cronologia degli eventi confermati in questo San Prospero molto meno gioioso del solito: ore 9 la prima messa in basilica; alle 11 il solenne pontificale del vescovo Camisasca preceduto dalla benedizione della torre; alle 17.30 i vespri e alle ore 18 l’ultima messa. —
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