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Piste da sci: i gestori temono lo stop alle vacanze sulla neve

Luca Tondelli
Piste da sci: i gestori temono lo stop alle vacanze sulla neve

Ventasso, il Governo sembra intenzionato a vietare gli assembramenti. Giannarelli: «Zone arancioni e rosse, non possiamo partire»

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VENTASSO. C’è forte preoccupazioni in tutte le stazioni sciistiche italiane per quelle che al momento sono ancora indicazioni non confermate, ma che sembrano dare sempre più adito a una possibilità assai concreta: il Governo sembra intenzionato a vietare le attività sciistiche per contrastare il rischio di contagi da Covid 19. Un’ipotesi che fa tremare anche le stazioni sciistiche reggiane, in particolare Cerreto Laghi, che non soltanto è quella attorno alla quale ruota l’indotto maggiore, ma è quella che si era messa più avanti con i lavori in vista della nuova stagione.

«Al momento non abbiamo l’ufficialità su nuovi provvedimenti presi dal Governo. Vedremo nei prossimi giorni», commenta Marco Giannarelli, della società proprietaria degli impianti, la “TurismoAppennino”. Si parla però con insistenza, attingendo anche a fonti autorevoli, della volontà da parte del Governo di escludere la possibilità che durante le festività natalizie si possa andare a sciare nelle località di vacanza. Sul tema si starebbe lavorando addirittura a una iniziativa europea in accordo con Francia e Germania. Dall’altra parte però ci sono i governatori delle Regioni, che chiedono di poter dire la loro sulla decisione.

LE BOZZE. «Circolano bozze di proposta – afferma Marco Giannarelli – che sembra siano state già modificate e limate più volte. Ovviamente, prima di valutarle, vogliamo conoscere le decisioni finali. Ci sono comunque già delle difficoltà, anche se potessimo partire domani, legate agli spostamenti nelle regioni arancioni o rosse: l’Emilia-Romagna attualmente è arancione e quindi non sarebbe consentita la mobilità fuori dal proprio Comune, ma si sente dire, anche in questo caso però senza ufficialità, che dal 3 dicembre potrebbe tornare gialla. La Toscana invece, che è il nostro bacino di utenza principale, è attualmente zona rossa, una situazione ancora più stringente. Di sicuro è una situazione non facile; vediamo come si svilupperà».

«Nel frattempo – prosegue Giannarelli – anche se le temperature specialmente notturne lo consentirebbero, abbiamo preferito aspettare per attivare l’impianto di innevamento, perché le incertezze sono troppe».Quella che traspare dagli operatori locali è comunque una paura, già alta, che la stagione possa risultare subito compromessa, dopo un inverno 2019-20 molto negativo per la concomitanza della scarsità di precipitazioni nevose e poi del lockdown a seguito del Covid.

Eppure al Cerreto si stava lavorando alacremente, negli ultimi giorni: venerdì scorso erano caduti circa 20 centimetri di neve fresca sulla principale stazione sciistica reggiana, e si pensava a una possibile apertura a metà dicembre. Ma c’era anche un altro aspetto che trasmetteva ottimismo agli operatori locali: con l’arrivo dei componenti necessari, sono in partenza i lavori per costruire la nuova seggiovia Vallefonda, che sarà un nuovo percorso adatto anche ai meno esperti e ospiterà anche il nuovo campo scuola, che Cerreto richiedeva da ormai tanti anni.

LA NUOVA SEGGIOVIA. La nuova seggiovia servirà una pista più a valle rispetto all’attuale arrivo delle piste e al centro del paese. Non sarà necessario abbattere alberi perché, di fatto, si riattiva un vecchio percorso ormai in disuso da anni. I lavori sono stati assegnati alla ditta Graffer srl di Lonato del Garda (Brescia), specializzata in funivie, seggiovie e impianti di risalita, settore in cui opera da oltre un secolo.L’importo dei lavori è di 498.294 euro, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. La nuova seggiovia sarà lunga 305 metri con un dislivello di 87 metri, mentre la pista sarà lunga circa 700 metri, facile anche per principianti. I lavori dovrebbero andare avanti nei prossimi mesi, meteo permettendo, e la funivia potrebbe essere pronta entro l’estate.

IL PALAGHIACCIO. Sempre entro l’estate dovrebbe poi riaprire anche il palaghiaccio, chiuso da più di un anno per un imponente intervento di riqualificazione strutturale e dell’impiantistica, molto complessa soprattutto per la realizzazione del ghiaccio. Ora questi sono progetti ai quali si guarda sì con speranza, ma l’attenzione principale è rivolta al breve termine e a quelle che saranno le possibilità di sciare quest’inverno.


 

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