Gazzetta di Reggio

Reggio

«Rovinata l’esistenza a Monopoli e violato il suo diritto di difesa»

Tiziano Soresina
«Rovinata l’esistenza a Monopoli e violato il suo diritto di difesa»

Il difensore dell’imputato solleva l’eccezione di nullità: «Come legale sono stato persino intercettato»

2 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia

Alta tensione anche nella seconda “tappa” dell’udienza preliminare (per legge a porte chiuse) sugli affidi considerati illeciti dal pm Valentina Salvi. Un caso scottante, divenuto da tempo di respiro nazionale e che ieri ha visto, nell’aula-bunker, la riunificazione della posizione dell'imputato Francesco Monopoli, 36 anni, assistente sociale considerato braccio destro della ex dirigente del servizio sociale dell’Unione Val D’Enza (Federica Anghinolfi).

La volta scorsa la posizione di Monopoli (ieri non presente in aula) era stata temporaneamente stralciata dopo che il suo difensore Nicola Canestrini aveva presentato un’istanza di legittimo impedimento, non riuscendo ad essere presente. Un passaggio tecnico reso però ieri delicato proprio dall’avvocato Canestrini, che ha avanzato un’articolata eccezione preliminare di nullità, ritenendo fra i vari aspetti toccati, in particolare leso il diritto di difesa e la presunzione d’innocenza del suo assistito. Argomentazioni poi , al termine, ben evidenziate ai giornalisti: «Finalmente siamo al momento del processo in aula con le giuste regole – rimarca subito polemicamente – finiti i processi fatti con i comunicati-stampa e i video fatti filtrare dall’autorità giudiziaria. Violato il diritto di difesa: io come avvocato sono stato intercettato al telefono con il mio assistito. Inoltre le parti non sono in condizioni paritarie, le 5.500 pagine di questa indagine non sono ordinate in maniera intelligibile. Non riesco a trovare le intercettazioni che riguardano Monopoli che è laureato e pretendo che anche in aula venga chiamato dottore. E poi, Angeli e Demoni. È un nome anticipatore di un giudizio, è un’anteprima di colpevolezza. Il mio timore è che questa indagine non sia tesa a cercare fatti di reato, ma a trovare conferme ad una condanna già scritta dagli inquirenti. Vedremo se il mio assistito sarà colpevole. Ha avuto la vita rovinata per questa imputazione. Mi auguro che sia colpevole, perché altrimenti in tanti avranno dei rimorsi di coscienza che li perseguiteranno». In forma autonoma, l’avvocato Canestrini è così entrato anche nel solco di quella eccezione di nullità sollevata nella prima “tappa” da altri colleghi e riguardante l’incompletezza del fascicolo delle indagini. E come è già stato anticipato, nella terza udienza gli stessi difensori rimoduleranno l’istanza sulla base di altre carte aggiuntive presentate dalla Procura. Nella stessa data – cioè il 17 dicembre – il gup Dario De Luca deciderà non solo sulle eccezioni preliminari (prima replicherà il pm), ma anche sulle richieste di costituzione di parte civile (una trentina), a cui si sono aggiunte le associazioni “Mai più solo” di Bologna e “Don't worry” di Torino. Un’ora di camera di consiglio, a cui ieri hanno partecipato una sessantina di persone (fra magistrati, difensori, legali di parte civile) oltre ad alcuni familiari dei bimbi coinvolti in questi controversi affidi. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google