Gazzetta di Reggio

Reggio

quattro casteLla 

Spara a un cinghiale nel cortile di una azienda Scatta la denuncia

Elisa Pederzoli
Spara a un cinghiale nel cortile di una azienda Scatta la denuncia

Partecipava a un piano di controllo della Provincia È accusato di avere usato il fucile vicino a un luogo abitato

2 MINUTI DI LETTURA





quattro castella

La scena è di quelle che fanno rabbrividire chi non è abituato a una battuta di caccia al cinghiale – e magari è anche contro la caccia – ma disturba anche chi, invece, la caccia la pratica, seguendo in maniera ligia le regole: un cacciatore che, fucile spianato, spara a sangue freddo a distanza ravvicinata a un esemplare di ungulato, accerchiato dai suoi cani, praticamente sulla soglia del capannone di un’attività artigianale.

Questo ha immortalato un telefonino durante un “piano di controllo” autorizzato dalla Provincia di Reggio Emilia. A filmare, qualcuno che ha assistito suo malgrado alla scena, avvenuta una mattina di circa due settimane fa – mentre all’interno dell’azienda i dipendenti erano al lavoro e sono stati richiamati fuori dal trambusto – nel quartiere artigianale di Orologia di Quattro Castella.

Il video ha fatto, letteralmente, il giro di numerosissimi telefonini, attraverso il canale ormai divenuto di più facile e immediata diffusione: Whats App. Arrivando anche all’attenzione delle forze dell’ordine. Compresa la stessa polizia provinciale, che ha avviato immediatamente tutti gli accertamenti del caso, ravvisando in quel comportamento una violazione.

Il risultato è che chi spara – un sessantenne residente nel distretto ceramico – è stato denunciato per avere usato il fucile nelle adiacenze di un luogo abitato.

La conferma ci arriva dallo stesso comandante della polizia provinciale, Lorenzo Ferrari. «È un gesto vietato dalle legge. Va rimarcato un fatto: partecipare a un piano di controllo della fauna selvatica su autorizzazione della polizia provinciale non consente affatto di usare le armi in maniera pericolosa e impropria, contro le norme sull’uso delle armi e del normale rispetto delle distanze», dichiara Ferrari.

«I piani di controllo sono interventi puntiformi – evidenzia – per specifiche situazioni. In questo caso, era presente un branco praticamente urbano, che frequentava la periferia cittadina, e per questo è stato necessario intervenire». L’episodio, per come si è svolto, è arrivato all’attenzione della polizia provinciale il lunedì, rispetto all’abbattimento avvenuto venerdì. Non è stato difficile identificare la persona, poiché tutti i partecipanti sono registrati. Il cacciatore è stato convocato e ha spiegato che ha sparato perché la situazione lo imponeva e per evitare eventuali pericoli per i presenti, dato che il cinghiale era braccato dai cani e rischiava di interfacciarsi con i lavoratori dell’azienda, nel frattempo richiamati fuori dalla situazione. Ora è scattata la denuncia. Ma rischia ulteriori conseguenze se il questore, competente sul porto d’armi, valuterà altre iniziative. —

Elisa Pederzoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google