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la biografia 

A Salvaterra fondò la prima sezione del Psi nel 1902

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Umberto Farri è una delle figure più note della sinistra socialista reggiana. Di origine contadina, nato nel 1883, ispirato da Camillo Prampolini, nel 1902 fonda a Salvaterra la prima sezione locale del Partito Socialista, e da allora si impegna sempre più in politica, diventando consigliere comunale. Dopo aver preso parte alla prima guerra mondiale, nel 1920 viene eletto sindaco e diventa il bersaglio di violenze e minacce fasciste, sino a essere destituito nel 1922 e subito dopo licenziato dal posto di lavoro. Nel ventennio fascista, pur mantenendo un basso profilo, si oppone al regime mussoliniano. Dal 1943 collabora con la Resistenza e diventa presidente del Cln casalgrandese e poi sindaco vicario. Nelle prime elezioni del 1946 viene confermato a larghissima maggioranza, sostenuto dalle forze di sinistra. Il 26 agosto 1946 alcuni uomini entrano nella sua casa di Salvaterra e gli sparano più volte; muore il giorno seguente all’ospedale di Reggio. Gli autori sono formalmente ignoti. Pare ormai assodato che si sia trattato di ex partigiani comunisti, in uno dei più noti fatti di sangue del dopoguerra emiliano, nei mesi del Triangolo Rosso.

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