Cocaina, il pusher confessa in udienza Esce di cella, è agli arresti domiciliari Chiesta una perizia sullo stupefacente
scandiano
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, l’albanese 35enne Petrit Piraj, finito nei guai sabato perché trovato in possesso di un etto di cocaina e settemila euro in contanti.
L’ha deciso il giudice Chiara Alberti al termine dell’udienza di convalida dell’arresto che è stato effettuato dai carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti. Difeso dall’avvocato Giuseppe Caldarola, l’arrestato in aula a Reggio Emilia si è avvalso della facoltà di non rispondere, preferendo optare per delle “dichiarazioni spontanee”. Il 35enne ha così detto di essere un consumatore di “polvere bianca” e che quel quantitativo lo doveva consegnare ad un cliente, per poi dare una spiegazione per i tanti soldi che aveva in tasca nel momento – di prima mattina – in cui è stato bloccato dai militari: «Lavoro come lattoniere e dovevo pagare un fornitore, avevo prelevato quella somma il giorno prima». E la difesa ha mostrato in udienza la ricevuta del prelevamento bancario.
Per Piraj il pm Giulia Stignani – titolare del fascicolo – ha chiesto la misura cautelare in carcere, ma essendo l’albanese incensurato il giudice Alberti ha ritenuto di concedere gli arresti domiciliari, con l’autorizzazione al lavoro. Se ne riparlerà in tribunale il 12 gennaio, ma nel frattempo verrà effettuato – come richiesto dalla difesa – una perizia tossicologica sulla cocaina sequestrata, per identificarne con precisione il principio attivo. Una perizia che avrà un peso non secondario sulla valutazione giudiziaria dello spessore di questa attività di spaccio di stupefacenti.
Sabato, al loro arrivo, i carabinieri hanno notato il 35enne all’esterno dell’abitazione. Si stava dirigendo verso il furgone. Fermato e identificato, gli sono stati chiariti i motivi della “visita” e si è dato corso alla perquisizione domiciliare, estesa anche al furgone e a un altro mezzo in suo uso, una Fiat Panda. Addosso all’uomo sono stati trovati 6.500 euro in banconote di vario taglio e un iPhone. A casa sotto il letto erano nascosti 8 smartphone, circa 400 euro in contanti ma, soprattutto, un’agenda con nomi e cifre di denaro. Nell’abitacolo del furgone Fiat Ducato, esattamente nel vano porto oggetti della portiera lato conducente, è stato trovato un involucro con 34 grammi circa di cocaina, mentre nella Fiat Panda era occultato sotto il cruscotto un involucro contenente oltre 60 grammi di cocaina. Nel mese scorso erano stati inchiodati, sempre per spaccio, i due fratelli del 35enne. —
t.s.
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