Il piccolo Enea nasce sul sedile dell’auto di notte nel piazzale del distributore
I genitori stavano andando al Santa Maria con l’ostetrica La mamma: «Lo abbiamo avvolto nella felpa del papà»
/ BORETTO
Il piccolo Enea aveva fretta di nascere. Così tanta da costringere mamma e papà a fermarsi in una stazione di servizio dove, con l’aiuto dell’ostetrica che li stava accompagnando in ospedale, è venuto alla luce, in una notte – quella tra sabato e domenica – in cui il termometro segnava un paio di gradi sotto lo zero. Protagonista di questa avventura a lieto fine è la famiglia composta dalla madre 32enne Valeria Malerba, dal padre 36enne Vanja Mihic (che hanno un secondo figlio, Elia, di 2 anni e mezzo), residenti a Carpi (Modena) ma in questi giorni pre-parto domiciliati a Boretto, dove vivono i genitori di Valeria e dove lei ha vissuto per anni. Qui la giovane mamma ha potuto ricevere costante assistenza e, soprattutto, opera da sempre la sua ostetrica di fiducia, Lucia Danini, figura conosciutissima tra le donne di tutta la Bassa. L’accordo, tra le due donne, era che Valeria avrebbe dovuto avvisare Lucia al comparire delle prime contrazioni, e che l’ostetrica l’avrebbe accompagnata sino al Santa Maria Nuova, dove il piccolo sarebbe dovuto nascere. Dopo i primi dolori, Valeria ha allertato in piena notte l’ostetrica, che si è presentata a casa verso le 2 e che, dopo una rapida visita, ha ravvisato una dilatazione già a buon punto. Immediata, alle 2.15 circa, la partenza per Reggio Emilia: sull’auto davanti sono saliti Vanja e Valeria, in quella dietro Lucia. Ma Enea non vedeva l’ora di abbracciare i suoi genitori e, dopo qualche chilometro, la sua insistenza ha iniziato a farsi insopportabile per la madre: nei pressi del cavalcavia dopo Castelnovo Sotto, le contrazioni si sono fatte fittissime; a quel punto l’ostetrica ha chiesto alla coppia di tenere duro qualche centinaio di metri per arrivare al distributore “OK” di Cadelbosco: un’area illuminata in cui fermarsi. Qui l’ostetrica ha fornito l’assistenza necessaria fino alla nascita del bimbo, avvenuta alle 2.43 sul sedile dell’auto.
«Da tempo non assistevo a un parto – spiega l’ostetrica, con 47 anni di esperienza e da 10 in pensione, da sempre impegnata nell’aiutare le donne in gravidanza – ma, una volta infilati i guanti, tutto è stato molto naturale. La madre è stata bravissima, l’unico timore era rappresentato dal freddo: eravamo a meno 2 gradi, e il bambino poteva soffrire. Così il padre si è tolto la felpa e lo abbiamo avvolto al caldo».
«E’ stata una vera e propria avventura – racconta mamma Valeria, che è stata dimessa dall’ospedale ieri mattina – e devo ringraziare Lucia, che fortunatamente era con noi. Non ricordo tutto con chiarezza, se non che mi sono limitata a spingere e che c’era molto freddo. Ma il mio compagno si è subito spogliato e lo ha avvolto nella sua felpa, tanto che il piccolo è arrivato in ospedale in ottime condizioni. Enea? E’ tranquillissimo, pesa 3 chili e 280 grammi e si è subito attaccato al seno, già quando eravamo in macchina. All’arrivo in pronto soccorso abbiamo dovuto salutare Lucia che, a causa delle restrizioni dovute al Covid, non poteva entrare. E’ stato molto toccante vedere alcuni operatori che, davanti alla nostra storia, si sono messi a piangere per la commozione. In tempi come questi, sono purtroppo abituati a vedere cose ben peggiori e avevano bisogno di una bella notizia». —
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