Paga 400 euro di caparra per l'affitto della casa al mare, ma è una truffa
Reggiolo: la vittima è una 40enne reggiana, denunciate due donne. I consigli dei carabinieri per difendersi dai raggiri
REGGIOLO. La casa al mare esiste, pecceto che non avessero alcun titolo per pubblicare un annuncio di affitto - è infatti di propriteà di un residence - che hanno usato come esca per mettere a segno le loro truffe. Una volta ricevuta la caparra, generalmente sui 400 euro, infatti le false locatarie non davano più notizie sparendo nel nulla. In questo modo una 45enne residente in provincia di Roma e la complice 54enne residente nel Modenese hanno raggirato una famiglia reggiana.
Ma non solo: stando alle prime risultanze investigative dei carabinieri della stazione di Reggiolo, che hanno indirizzato ora le attenzioni investigative sulle due donne, la condotta truffaldina delle stesse andava avanti da tempo tanto che risulta abbiano raggirato altre persone di varie province italiane.
Intanto, con l’accusa di truffa in concorso i carabinieri hanno denunciato alla procura reggiana le due dopo la denuncia di una casalinga 40enne reggiana. La tecnica usata era sempre la stessa: un annuncio trappola associato a un numero telefonico a cui rispondeva una rassicurante voce femminile per affitti di case al mare in Romagna (in questo caso a Misano) nei mesi di luglio ed agosto, l’invio di un falso contratto da sottoscrivere previa ricezione della caparra e la truffa era servita. Quando infatti la vittima con l’avvicinarsi della data chiamava per aver chiarimenti le false locatarie, che nel frattempo avevano incassato la caparra, non si facevano più trovare. I carabinieri della stazione di Reggiolo grazie a mirate indagini anche di natura telematica sono risaliti alle odierne indagate scoprendo peraltro che la truffa alla donna reggiana non era l’unica portata a compimento dalle due.
Il fenomeno delle truffe sulle case per le vacanze è diffuso e fa leva sulla voglia di risparmiare. Per evitare sorprese, i carabinieri raccomandano di diffidare dai prezzi troppo convenienti; da chi ha troppa premura di concludere “perché c’è un altro interessato al periodo”; da chi è troppo propenso a concedere sconti o ridurre troppo l’acconto; da chi si presenta come privato ma ha troppe case da affittare; da chi non dispone di fotografie degli interni dell’abitazione. Buona norma sarebbe in via prioritaria verificare i contatti dell’annuncio o quelli utilizzati (nominativo, numero di telefono, indirizzo email, iban o numero carta ricaricabile) mediante una semplice ricerca in internet associando il termine “truffa” e indicando le utenze telefoniche, qualcuno potrebbe averlo già scoperto ed averlo recensito negativamente.
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