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«Quando si ricorda un uomo lo si fa per quello che è stato»

Adr.Ar.
«Quando si ricorda un uomo lo si fa per quello che è stato»

Ridda di polemiche sull’intestazione del circolo di FdI al socialista Umberto Farri L’ex parlamentare Del Bue: «Spero che il partito non abbia dimenticato la storia»

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CASALGRANDE

Riaccende ferite mai cicatrizzate, l’intitolazione del circolo di Fratelli d’Italia di Casalgrande a Umberto Farri, due volte sindaco socialista del paese, prima e dopo la guerra. Una figura notissima, prima vittima del fascismo – venne cacciato dal ruolo e perse il lavoro nel 1922 – e poi ucciso, nel 1946, da persone mai identificate formalmente, con ogni probabilità militanti comunisti coinvolti nelle tante violente vicende del Triangolo Rosso.

Pochi mesi fa l’amministrazione comunale casalgrandese ha dedicato a Farri la sala consiliare del municipio, ora arriva questa decisione da parte del principale partito della destra. La scelta ha generato parecchie discussioni, Farri è sì stato assassinato da persone di sinistra, quasi certamente, ma rimane prima di tutto un simbolo del socialismo reggiano, perseguitato dal fascismo per le sue convinzioni.

Lunedì era arrivata la reazione del parlamentare casalgrandese Andrea Rossi, e sempre lunedì il presidente del consiglio comunale Marco Cassinadri ha pubblicato le foto della titolazione della sala del consiglio, accompagnate dalla biografia di Farri e da un commento tanto laconico quanto chiaro: «Queste sono le uniche e motivate intitolazioni che mi piacciono».

Anche uno dei più noti esponenti socialisti reggiani, l’ex parlamentare Mauro Del Bue, curatore di tanti approfondimenti della storia del Psi, è intervenuto sui social per commentare la scelta del circolo casalgrandese di Fratelli d’Italia, guidato da Ramona Zambelli. «Nessuno può impedire a nessuno di intitolare un circolo di un partito a un personaggio che appartiene alla storia di un altro partito. Anzi, fa piacere che in molti oggi riscoprano Umberto Farri, fino al 1990 praticamente dimenticato da tutti», scrive. Certo, aggiunge, «quando si ricorda un uomo bisogna ricordarlo per quello che quest’uomo è stato. Farri è stato vittima della feroce violenza del dopoguerra e chi l’ha ucciso portava un fazzoletto rosso per mascherarsi. Su di lui non si è mai fatto giustizia. Ma il suo ferale attentato seguiva di un mese quello fortunatamente non mortale al sindaco socialista di Reggiolo Egisto Lui, e per il suo agguato furono condannati due ex partigiani comunisti. Poco distante da lì, vicino a Sassuolo, era stato ammazzato il fratello dell’on. Alberto Ferioli. E per anni si è ritenuto che i suoi carnefici potessero essere gli stessi che avevano assassinato Farri».

Detto questo, conclude Del Bue, rimangono i valori che hanno guidato la vita dell’ex sindaco: «Resta il fatto che Farri era un socialista e un antifascista militante. Dai fascisti fu picchiato e licenziato dal suo posto di lavoro. Fu poi presidente nel Cln di Casalgrande. E sindaco, lo era stato anche prima del fascismo, della Liberazione. Non vorrei che di tutto questo la sezione di Fratelli d’Italia di Casalgrande si fosse dimenticata». —

Adr.Ar.

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