Stop a nuovi edifici sul suolo agricolo, cancellata l’eredità degli ultimi 30 anni
Reggio Emilia, il Comune ha presentato un documento strategico per la pianificazione dello sviluppo “sostenibile” della città
REGGIO EMILIA. L’Amministrazione comunale vuol disegnare la città del prossimo decennio con l’adozione del Pug (Piano urbanistico generale), lo strumento che sostituirà tutti gli strumenti urbanistici esistenti e fare di Reggio “la città dei 15 minuti”. Forte della legge regionale del 2017 il primo atto del Pug sarà un colpo di spugna su tutti i diritti edificatori e sulle previsioni urbanistiche al di fuori del territorio urbanizzato non convenzionato. Ovvero quei diritti e quei terreni per i quali non è stato sottoscritto con il Comune un accordo e che hanno rappresentato la pesante eredità dei precedenti piani regolatori e con la quale si è scontrata la volontà di ridurre la possibilità di costruire nuovi immobili residenziali, commerciali e produttivi.
In sintesi nelle intenzioni del Comune, hanno detto il sindaco Luca Vecchi e il vice sindaco Alex Pratissoli nel presentare il percorso per l’adozione del nuovo piano, «il Pug si occuperà solo di ciò che c’è, la rigenerazione urbana sarà l’unico modo per far crescere la città e ci sarà lo stop a interventi edilizi fuori dal territorio urbanizzato». Un obiettivo che dovrà essere digerito e condiviso dalla città assieme alla definizione di strategie che tengano assieme Mobilità, Commercio, (bloccando in questo caso nuovi centri commerciali) Agricoltura, Poli produttivi e di eccellenza e la previsione di un ulteriore espansione della città storica.
Un’altra scommessa del Pug, ha sottolineato il sindaco Luca Vecchi, «è quella di creare le condizioni perché la città sia in grado di crescere scindendo il binomio sviluppo-consumo».
Infine la legalità, per evitare, ha detto Pratissoli, «il rischio di infiltrazioni mafiose in edilizia».
La priorità è quella di intervenire sul Mercato coperto ripensandolo come vetrina delle eccellenze alimentari del territorio; intervenire sugli immobili non in uso dell’ex Caserma Zucchi e dell’ex Adrenaline, ex Opg, ex Omni ai Poliambulatori di viale Monte San Michele, ex carceri di San Tommaso e ex Intendenza di Finanza.
Il nuovo Pug ha il “sogno” di creare nei prossimi dieci anni Reggio come “città dei 15 minuti”. Ovvero dare la possibilità a tutti, compresi gli anziani e le persone fragili, di poter raggiungere in un quarto d’ora i servizi essenziali e i luoghi di aggregazione. Un modello che si rifà all’esperienza di Parigi e di altre città europee “sostenibili”.
Il Pug pone come priorità il tema della cura della città e della comunità rendendo efficienti, accessibili e polifunzionali le dotazioni già esistenti prima di crearne di nuove. Escludendo ogni possibilità di nuove urbanizzazioni e incentivando al il recupero del patrimonio esistente attraverso l’utilizzo dell'intero volume e la definizione di un numero adeguato di unità.
Previsti nuovi investimenti pubblici per la rigenerazione dei quartieri popolari e l’ampiamento dell’offerta Erp e Ers e definire una quota minima (30%) di Ers in tutte le nuove grandi trasformazioni. Per quanto riguarda i centri commerciali, si esclude la possibilità di realizzare nuove gallerie di commercio di vicinato fuori dal centro storico e sono escluse le attività di impresa afferenti al commercio fra quelle ammesse ad ampliamento in territorio agricolo.
Per i poli produttivi specializzati (che sono il 33% dell’intera superfice produttiva) l ’obiettivo è quello di replicare le esperienze di Mancasale e Villaggio Industriale Crostolo, a Prato-Gavassa, Zona annonaria e Corte Tegge. —
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