«Chi richiama il nome di Farri non dimentichi i suoi valori»
Parlano le nipoti del sindaco socialista al quale FdI ha dedicato il suo circolo «Avremmo apprezzato che ci avessero detto le ragioni di questa scelta»
CASALGRANDE
«I valori e le scelte di vita di Umberto Farri non dovranno essere dimenticati da chiunque intenda richiamarsi al suo nome». Dopo giorni di polemiche, anche la famiglia Farri interviene nelle discussioni generate dalla scelta di Fratelli d’Italia di intitolare la sede del proprio nuovo circolo di Casalgrande a Umberto Farri, due volte sindaco del paese, storico militante socialista perseguitato e fatto destituire dai fascisti e poi ucciso nel 1946 da uomini ancora ignoti, presumibilmente esponenti comunisti, in uno dei fatti più sanguinosi del periodo del cosiddetto “triangolo rosso” emiliano del dopoguerra.
A prendere la parola sono Flavia e Maria Giovanna Farri, nipoti di Umberto, che raccontano della sorpresa nel vedere il nome del nonno affiancato al partito di destra, senza essere state informate in precedenza. «È con vivo stupore che siamo venute a conoscenza dalla stampa locale della decisione presa dal partito Fratelli d’Italia di intitolare a nostro nonno Umberto Farri un proprio circolo nella località di Casalgrande, paese ove egli visse e del quale fu per due volte sindaco», affermano.
«Pur consapevoli del fatto che la nostra approvazione non fosse necessaria – proseguono – avremmo comunque apprezzato che ce ne fosse stata data preventiva informazione e, soprattutto, che ci venissero chiarite le motivazioni di tale scelta».
Precisato questo punto, le due nipoti tornano ai valori che hanno accompagnato la vita del primo cittadino. «Vogliamo anche ricordare che Umberto Farri fu sempre sostenitore degli ideali socialisti. Amato dalla sua gente per il carattere sincero e cordiale e per la sua grande umanità. Pagò, dapprima con intimidazioni, percosse, perdita del posto di lavoro, e poi con la sua stessa vita, la sua opposizione ad ogni forma di violenza e di sopraffazione», sottolineano le nipoti. Che chiudono con un appello: «I valori e le scelte di vita di Umberto Farri non dovranno essere dimenticate da chiunque intenda richiamarsi al suo nome». Al sindaco morto nell’agosto 1946, da pochi mesi è stata dedicata dal Comune la sala consiliare del municipio nel centro di Casalgrande. Ora arriva la scelta di Fratelli d’Italia, all’interno dell’ampliamento del proprio lavoro sul territorio, segnato dall’apertura di diversi circoli. Quello casalgrandese, guidato da Ramona Zambelli, è stato creato nei giorni scorsi e da subito intitolato a Farri. La decisione è un richiamo netto alla fine del sindaco, morto in ospedale a Reggio dopo essere stato ferito da uomini mascherati nella sua casa di Salvaterra; entrati col volto coperto, hanno sparato diverse volte a Farri.
Né i mandanti, né gli autori sono mai stati identificati, anche se appare ormai certo che la vicenda possa rientrare nelle azioni di ex resistenti comunisti nei mesi del “triangolo rosso”. Ora arriva l’omaggio di un partito di destra, che nel proprio simbolo richiama la fiamma del Movimento Sociale, per molti versi erede del fascismo. Un atto forte, attorno a un uomo che del fascismo fu vittima e nemico.
Adriano Arati
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