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«Chiuso in casa da un mese attendo il secondo tampone»

Luca Bonassina ha una  clavicola rotta e ha bisogno di fisioterapia. «Credo che la  mia pratica sia andata persa  come quelle di altre persone»

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Più di tre settimane senza avere comunicazioni sul secondo tampone da svolgere, bloccato in casa con una clavicola rotta da rimettere in sesto. È la storia del 37enne borettese Luca Bonassina, che ormai da giorni è in attesa di notizie dall’Ausl e che ha quasi perso le speranze di venire ricontattato dopo il tampone svolto lo scorso 2 novembre.

«Sono chiuso in casa da circa un mese – spiega Bonassina, di professione camionista – dopo che il tampone effettuato al punto drive di Guastalla il 2 novembre aveva dato esito positivo. Lo avevo svolto su direttiva del mio medico, a seguito della comparsa dei tipici sintomi da Covid, con febbre alta, che per fortuna non è durata molto. Da allora sono stato in rigoroso isolamento, in casa con i miei genitori. In particolare, ho dovuto evitare di stare a contatto con mio padre in quanto soggetto a rischio per l’età, mentre mia madre mi ha dovuto assistere in quanto ho una clavicola rotta a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto il 7 ottobre scorso». In quel periodo, anche i genitori hanno seguito come da prassi i dieci giorni di quarantena, in attesa che l’Ausl richiamasse Luca per il secondo test.

«In mancanza della chiamata – prosegue il 37enne – ho effettuato un tampone a pagamento, che ha dato ancora esito positivo, il 12 novembre. Sono in una condizione asintomatica ormai da due settimane; vorrei solo capire quando potrò uscire per andare a svolgere le cure fisioterapiche di cui necessita la clavicola. In queste settimane mi sono dovuto limitare a degli esercizi, con la consulenza a distanza dell’ortopedico dell’Ausl Marco Paterlini, che ringrazio per la preziosa assistenza. Quello che non capisco è come mai nessuno mi abbia mai risposto al numero verde o agli altri numeri indicati. Il dipartimento di Igiene pubblica ha ricevuto da tempo la richiesta del mio medico e anche una Pec ».

«Ho la sensazione – conclude Bonassina – che la mia pratica sia andata persa o che si siano dimenticati di ricontattarmi. A quanto mi risulta, anche altre persone sono nelle mie condizioni». —

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