«Faro negato a San Benardino, ma qui ci conforterebbe»
Iniziati i rilievi per il restauro della chiesa. Ora l’appello dei cittadini della frazione: «Vogliamo sia illuminata come tutte le altre, è un simbolo di speranza e dignità»
NOVELLARA. Luminarie natalizie montate al contrario sulla strada di San Bernardino e niente faro (nonostante le richieste degli abitanti) per illuminare la facciata della chiesa della frazione che giace in stato di abbandono dal terremoto del 2012. Ha suscitato ironia e incredulità, la foto scattata da un sanbernardinese e diffusa su Facebook in cui si vede un cartello di “Auguri” montato al contrario, davanti alla chiesa, sulla strada provinciale che attraversa il centro abitato, con l’aggiunta di un commento sarcastico: «San Bernardino non gode di molta considerazione, ma almeno l’insegna di auguri potevano metterla dritta».
Luminaria al contrario
A seguire centinaia di commenti. In molti sottolineano che «in un anno al “rovescio” si sono adeguati». E c’è chi cita credenze popolari: «Per quest’anno San Bernardino la deve tenere così, perché dicono che cambiare verso a una cosa messa alla rovescia non porti bene».
Al clamore suscitato dalla luminaria montata al contrario si aggiunge la segnalazione, arrivata nei giorni scorsi dall’associazione “Terreni nuovi”, rappresentante di circa 110 famiglie sanbernardinesi, che rende noto il nulla di fatto sulla richiesta di installazione di un faro davanti al sagrato della chiesa (nello stesso punto dove è stata montata al contrario l’insegna), per illuminarla di notte.
Dal 2012 la chiesa di San Bernardino, di gonzaghesca memoria, giace in stato di abbandono, inagibile a causa delle scosse sismiche di quell’anno, ed anche in piena oscurità notturna.
Il parroco di Novellara, don Giordano Goccini, ha fatto sapere che sono iniziati i rilievi per il recupero della chiesa, e che il piano dei lavori di restauro approntato dalla diocesi, con fondi regionali, procede come previsto.
In attesa che la chiesa ritorni all’antico splendore, tramite lettera protocollata inviata a luglio e poi in un incontro tenutosi a settembre con la sindaca di Novellara Elena Carletti, l’associazione “Terreni nuovi” aveva chiesto all’amministrazione comunale se intendeva posizionare un punto luce davanti al sagrato, allacciandosi a un esistente palo dell’illuminazione pubblica. Richiesta peraltro avanzata anche dalla parrocchia con altra lettera protocollata recapitata in Comune. «Ma in quell’incontro – scrive l’associazione – il sindaco Carletti ci disse, molto chiaramente, che fu lei stessa a prendere la decisione di bloccare i lavori per l’installazione del faro, senza tuttavia spiegarci il motivo. Vorremmo, invece, che la nostra chiesa sia illuminata come lo sono quelle di Novellara e delle altre frazioni. Si tratta, per noi, di una richiesta simbolica e dai costi contenuti ma importante, di speranza e di dignità per la frazione, perché non vogliamo sentirci dimenticati; anche a San Bernardino arriva il Natale, anche qui temiamo il Covid-19 che fa tanto paura in tutto il mondo, e un raggio di luce nella notte ci conforterebbe, perché non ci sentiamo cittadini di un dio minore. Noi ci sentiamo novellaresi come tutti gli altri».
Il faro
Il Comune, interpellato dalla Gazzetta sulla questione, non ha rilasciato dichiarazioni. «Quel “faro spento” – prosegue la nota dell’associazione – offende l’arte e nasconde la bellezza di una delle più belle chiese rurali della zona, ferisce i ricordi di generazioni che sul sagrato di quella chiesa hanno socializzato, hanno intrecciato amicizie o hanno conosciuto i primi amori. L’oblio della nostra chiesa, peraltro inaccessibile, non permette neppure una preghiera per i devoti. Se aggiungiamo anche la curiosa coincidenza delle luminarie natalizie montate al contrario proprio davanti al sagrato della chiesa, quali conclusioni dovremmo trarre? Vorremmo far sapere all’amministrazione comunale che la nostra associazione non è nemica delle istituzioni, che siamo capaci di dialogare, senza pregiudiziali o ostilità di sorta, che ci muoviamo con intenti costruttivi. Il nostro è un sodalizio di cittadini, nato dal basso, che porta avanti alcune istanze per San Bernardino, evidenziandone i problemi e proponendo soluzioni discusse e approvate dall’assemblea come, per esempio, la chiusura al traffico pesante della pericolosa e vetusta strada provinciale che attraversa il centro abitato. Noi pensiamo che tenere spenta quella luce sia, senza alcun dubbio, una scelta sbagliata».
Ma da qualche tempo, a illuminare la facciata (e l’insegna montata al contrario), c’è un piccolo faro posto da un volenteroso residente sulla sua proprietà privata. Una luce che, seppur flebilmente, la toglie dall’oscurità totale. —
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