Giulia operata al piede sinistro: per lei ci sono miglioramenti
La speranza si rinnova per la giovane di 23 anni vittima di un grave incidente e ricoverata in Austria dopo una raccolta fondi. Ieri l’intervento per ridare mobilità all’arto afflitto da un problema muscolare
MONTECCHIO. La speranza si rinnova per Giulia. È una fiammella che, per la famiglia della ragazza, rimasta in uno stato di minima coscienza dopo il risveglio da un coma al quale l’avevano costretta i gravi postumi di un incidente stradale avvenuto il 3 maggio del 2019, non ha mai smesso di ardere e alla quale hanno dato alimento i tanti corsi loro in aiuto. Ora anche i primi timidi segnali di ripresa.
Ieri Giulia Centonze è stata sottoposta a un intervento chirurgico al piede in un centro ortopedico specializzato, nelle vicinanze della Tirol Kliniken di Innsbruck dove, grazie al successo della raccolta fondi realizzata per consentirle le cure più avanzate, è stata trasferita nel settembre scorso. L’operazione, in sé mini-invasiva, è comunque stata un motivo di preoccupazione per i familiari: papà Gianfranco e mamma Patrizia che sono con lei a Innsbruck, e le sorelle Serena, che vive a Montecchio, e Valentina, a Lecce con la sua famiglia.
Il post
«Buonasera a tutti! Scusateci per questo periodo di assenza. Come ben sapete il quadro clinico di Giulia non è affatto semplice, in situazioni come la sua il percorso di cura richiede tempi molto lunghi ed è per questo che ci sono servite queste settimane prima di potervi aggiornare sulla situazione – scrivevano mercoledì le amiche di sempre sulla pagina Facebook “Quel nodo che ci lega”, nata per aiutare la famiglia e Giulia – In questi due mesi è stata sottoposta a vari esami e visite per determinare il percorso più idoneo per poterla aiutare al meglio. Nei prossimi giorni verrà sottoposta al primo intervento, che riguarderà il piede sinistro. Purtroppo a causa del trauma subito e dell’allettamento il suo piede, così come il braccio, ha sviluppato un ipertono muscolare che non le permette di muovere gli arti come dovrebbe, e per questa ragione deve essere operato».
La Tirol Kliniken
Prima del trasferimento per l’operazione, ieri Giulia e la mamma sono state sottoposte al tampone per il Covid, per fortuna risultato negativo. Poi il breve viaggio in ambulanza.
«Anche se agli occhi non sono visibili, i medici notano dei piccoli miglioramenti», ha spiegato ieri la sorella maggiore Valentina, in attesa delle novità dalla mamma.
«I medici affermano che Giulia reagisce meglio alle cure sentendo la vicinanza dei genitori – scrivevano ancora sulla pagina Facebook – motivo per cui hanno permesso alla madre di starle vicino h24, e riascoltando le voci di noi amiche tramite vecchi video. Noi siamo fiduciose che questo sia il primo passo verso il nostro obiettivo: far avere a Giulia la vita che merita. Ci teniamo a ringraziarvi ancora una volta, perché tutto questo è stato possibile grazie a voi».
Un post che ha ottenuto quasi duemila interazioni e tantissimi commenti: tutti felici di sapere che Giulia sta bene e che ancora per lei ci sono speranze.
L’incidente stradale in cui Giulia Centonze riportò queste gravissime conseguenze si verificò nei pressi di Fratta di Montechiarugolo (Comune parmense che confina con Montecchio) mentre la ragazza, studentessa alla facoltà di Psicologia di Parma, rientrava a Montecchio.
Le tappe
Da quel momento è cominciata per lei una battaglia fatta di tanta sofferenza, ma anche tanta speranza. Le tappe, segnate nell’ultimo tratto anche dall’emergenza sanitaria per il Covid, le ripercorre, emozionata, Valentina: «Dopo il primo mese di ricovero in Rianimazione a Parma, la trasferirono al centro riabilitativo di Correggio, dove rimase dal 10 giugno 2019 al 3 giugno 2020. Poi, fino al 19 agosto 2020 la ricoverammo in una residenza sanitaria a Casalgrande. Intanto, a causa del Covid, dovemmo rinunciare a starle vicino: la vedevamo solo grazie alle videochiamate. Ma Giulia aveva bisogno di cure specialistiche e di una riabilitazione. Così il 19 agosto la trasferimmo all’ospedale di Ferrara, dove c’è un’Unità specializzata in pazienti con neurolesioni. Vi rimase fino al 23 settembre. Poi il volo per Innsbruck, grazie alla straordinaria mobilitazione che ci ha consentito di ricorrere alle cure di una clinica altamente specializzata. Ora i miei genitori hanno trovato là un piccolo appartamento dove ci appoggiamo per starle sempre vicini». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
