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casalgrande, la convalida 

Marijuana, il giovane non parla in aula Ha l’obbligo di firma

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Attenderà il processo di metà dicembre con l’obbligo di firma in caserma il 20enne Ivan Raia – difeso dall’avvocato Andrea Mazzacani – come deciso ieri dal giudice Cristina Beretti.

Il giovane, incensurato, non ha risposto alle domande del magistrato giudicante, quindi non è entrato nel merito delle accuse: detenzione ai fini di spaccio di marijuana (38 grammi) e resistenza a pubblico ufficiale (un carabiniere, durante il movimentato arresto, ha riportato lesioni guaribili in due giorni). Il pm Laura Galli ha chiesto la misura cautelare dell’obbligo di firma, mentre la difesa ha sottolineato come lunedì mattina il 20enne fosse insieme – a Salvaterra – ad altri amici, quindi la droga trovata sarebbe sinonimo di consumo fra loro. Il giudice Beretti ha optato per l’obbligo di firma, avallando la richiesta della Procura.

Durante l’intervento – inizialmente per assembramento – uno dei cinque amici, ovvero l’arrestato, ha tentato di evitare il controllo riferendo che non aveva nulla; si è mostrato collaborativo rigirando le tasche dei pantaloni e aprendo il marsupio. Compreso tuttavia che i militari avevano intenzione di approfondire i controlli, ha cercato la fuga verso il vicino parco, ma è stato inseguito e raggiunto. Una volta bloccato, ha ingaggiato un corpo a corpo con i carabinieri, tanto da finire tutti a terra. Una volta immobilizzato, il giovane ha consegnato una busta in cellophane contenente stupefacente del tipo marijuana (circa 40 grammi) che aveva nascosto nelle mutande. La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire un bilancino di precisione occultato nel calzino della gamba sinistra e la somma di 735 euro, suddivisa in quattro mazzette, due da 140 euro ciascuna, una da 75 e l’altra da 380. —

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