Gazzetta di Reggio

Reggio

Approvato il progetto esecutivo per il restauro del Mauriziano

Approvato il progetto esecutivo per il restauro del Mauriziano

L’intervento fa parte del piano “Ducato Estense”. I lavori riguarderanno la villa, l’arco e il parco

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

«Il tuo Mauricïan sempre vagheggio, la bella stanza, il Rodano vicino». Sarebbe contento Ludovico Ariosto: è stato approvato il progetto definitivo per la riqualificazione della Villa e del Parco del Mauriziano, dimora quattrocentesca della famiglia dei Malaguzzi cui apparteneva sua madre Daria. Al Mauriziano il poeta – nato a Reggio Emilia nel 1474 – visse la sua infanzia, poi periodi della giovinezza e della maturità, e a quel luogo dedicò celebri versi nella sua IV Satira.

«Un altro passo avanti del “Progetto nazionale Ducato Estense” – esulta il sindaco Luca Vecchi – dopo l’approvazione del progetto esecutivo per il restauro, il recupero funzionale e la valorizzazione del Palazzo della Reggia di Rivalta». Attraverso questo progetto il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo (Mibact) finanzia un investimento complessivo di 14,5 milioni di euro per gli interventi realizzati dal Comune a Reggio Emilia, di cui 700.000 euro per l’antica Casa dell’Ariosto (quel «natio nido mio» ricordato nella IV Satira).

L’INTERVENTO

Le azioni riguarderanno interventi sugli affreschi dei Camerini abitati del poeta (attribuiti alla scuola di Nicolò dell’Abate e già oggetto nel 2017 di opere di messa in sicurezza volte a fissare temporaneamente la pellicola pittorica da pericolose perdite), manutenzione straordinaria e riqualificazione del Parco caratterizzato da alberature secolari (saranno ripristinati i labirinti di siepe rinascimentali e l’antica peschiera per spettacoli ed eventi all’aperto, e verranno piantati 38 nuovi alberi), lavori di restauro scientifico e conservativo sull’Arco monumentale di ingresso posto sulla via Emilia, per ripristinarne lo stato di più alta espressività estetica, risalente agli anni Trenta del ’900, e opere di messa in sicurezza dell’edificio noto come “ex tintoria”.

All’approvazione del progetto esecutivo seguirà, in primavera, l’affidamento dei lavori la cui conclusione è prevista per la primavera dell’anno successivo.

«La riqualificazione del Mauriziano – commenta il sindaco – gioverà sia alla conservazione sia al rilancio di questo bene di valore storico nazionale, facendone un luogo di attrattività per il turismo culturale e di sviluppo delle attività creative, culturali, educative e ricreative che da sempre vi si realizzano, grazie allo slancio e allo spirito di appartenenza di associazioni, volontari e operatori culturali».

COM’ERA, COM’è

Ancora oggi si accede al complesso monumentale attraverso il cinquecentesco Arco trionfale in cotto, eretto secondo la tradizione da Orazio Malaguzzi, morto nel 1583, a cui si attribuiscono il restauro e l’arricchimento dell’intero complesso. Tra il corso del torrente Rodano e quello dell’Ariolo si sviluppa una zona caratterizzata da vegetazione spontanea.

Nonostante le significative ristrutturazioni del Sei-Settecento, il Mauriziano mantiene l’impianto volumetrico cinquecentesco, tipica della villa rinascimentale emiliana. Si caratterizza infatti per la pianta a base quadrangolare con un salone centrale passante sul quale si fonda l’asse di simmetria dell’edificio attorno a cui si articolano i vani laterali. Sull’ingresso principale è posto, nel 1880, un busto dell’Ariosto opera dello scultore reggiano Ilario Bedotti.

A levante un piano rialzato conserva ancora tre ambienti voltati a vela con capitelli pensili (secondo moduli stilistici di matrice ferrarese riferibili al XV e XVI secolo), che tradizionalmente vengono definite Stanze ariostesche o Camerini dell’Ariosto, di piccole dimensioni ma che rispondono alle più raffinate concezioni dell’architettura civile del Rinascimento. La decorazione pittorica di questi ambienti, databile dopo il 1567, risente dell’influenza di Nicolò dell’Abate.

Gli affreschi del Salone centrale e della Sala grande di sinistra sono riferiti alle ristrutturazioni effettuate da Prospero Malaguzzi dopo il 1742 e rappresentano con tono celebrativo le vicende salienti della sua vita e di quella dei suoi più illustri congiunti.

La villa rimane di proprietà della famiglia Malaguzzi fino al 1863, quando viene acquistata dal Comune di Reggio Emilia. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google