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reggiolo, l’azienda agricola venduta all’asta 

«Beni finanziati dalla Regione che ora il tribunale regala»

m.p.

È critico Sergio Bramini  della Federazione europea  per la giustizia sulla vicenda che riguarda la famiglia Pelizzola-Valenza

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«È falsa la perizia avanti al Tribunale di Reggio Emilia, che ha valutato per una cifra risibile i beni in asta, o l’ente incaricato della gestione dei finanziamenti per il terremoto ha erogato il triplo dei soldi necessari per i lavori?»

Questa la domanda che Sergio Bramini, a nome della “Federazione europea per la Giustizia”, ha posto nel fascicolo depositato alla Procura della Repubblica mercoledì 18 scorso in merito alla vendita all’asta dell’azienda agricola di via Pandelici di proprietà della famiglia Pelizzola-Valenza che era stata venduta all’asta dopo che però è stata ristrutturata grazie ai fondi del terremoto stanziati dalla Regione Emilia Romagna. È lo stesso Bramini a ricostruire la vicenda: «L’aggiudicazione dell’immobile è stata battuta meno di due settimane dopo la fine lavori. In data 21 ottobre 2019 il Tribunale di Reggio Emilia aggiudicava all’asta per 431.750 euro quattro fabbricati e un terreno di 9 ettari coltivabili complessivamente valutati con perizia d’ufficio 1.013.787 euro – spiega –. Fin qua, purtroppo, tutto “normale”: una delle “ordinarie” vicende di distruzione, nemmeno solo economica, visti i suicidi quotidianamente in corso, che continuano a colpire, nell’inerzia e nel silenzio delle Istituzioni, decine di migliaia di famiglie nel nostro Paese. Una delle “ordinarie” vicende di vendita, o meglio, di “svendita”, a prezzo vile di immobili costruiti col sudore dei nostri concittadini. A rendere meno “normale” questa vicenda è però il fatto che tra i beni svenduti rientrano due edifici per la cui ristrutturazione post sisma 2012 la Regione Emilia Romagna stanziava finanziamenti a fondo perduto per 1.795.544 euro».

«Ebbene – continua – questi due beni venivano valutati nella perizia del tribunale 552.404 euro, esattamente 1.243.140 euro in meno rispetto a quanto erogato. In altre parole in questo caso l’aggiudicazione, battuta meno di due settimane dopo la fine lavori, avveniva ad una cifra inferiore di 1.363.794 euro rispetto al finanziamento regionale, così consentendosi all’aggiudicatario di acquistare terreno ed immobili ad un prezzo (431.750 euro) non solo irrisorio, ma addirittura inferiore al valore dei soli rimanenti beni non ristrutturati, valutati in perizia 461.383 euro».

«Ne consegue – dice ancora – che i beni ristrutturati con 1.795.544 euro non possono nemmeno dirsi svenduti, risultando piuttosto regalati». Da qui la domanda posta da Bramini. «Delle due l’una: o è falsa la perizia avanti al Tribunale di Reggio Emilia, che valutava per una cifra risibile i beni in asta, oppure l’ente incaricato della gestione dei finanziamenti per il terremoto erogava il triplo dei soldi necessari per i lavori. Questo lo deciderà chi legge, “assieme” alla Procura della Repubblica che lo scorso 18 novembre abbiamo informato della vicenda che sta mettendo in ginocchio una famiglia di agricoltori con 5 figli». —

m.p.

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