In attesa di tornare nella “zona gialla” la Regione allenta i divieti sui negozi
Firmata da Bonaccini una nuova ordinanza meno restrittiva: aperte nei week-end le medie e piccole strutture di vendita
reggio emilia
Dopo due settimane nelle quali l’Emilia-Romagna aveva adottato provvedimenti più restrittivi rispetto a quanto previsto dal Governo per le “aree arancioni”, i dati positivi sull’andamento epidemiologico del Covid hanno spinto la Regione ad adottare disposizioni meno restrittive rispetto alle ultime due ordinanze – la seconda scaduta ieri – con particolare in riferimento alle attività commerciali.
Le grandi strutture di vendita continueranno a rimanere chiuse nei festivi e prefestivi, così come i centri e i parchi commerciali, mentre quelle di medie dimensioni (fino a 2.500 metri quadrati nei Comuni con più di 10mila abitanti e fino a 1.500 in quelli con meno di 10mila) potranno riaprire nei fine settimana. Lo stesso avverrà per i negozi più piccoli, che tornano aperti anche la domenica.
verso la zona gialla
Questo, in sintesi, quanto prevede la nuova ordinanza regionale firmata ieri dal presidente Stefano Bonaccini e in vigore da oggi fino al 3 dicembre, quando scadrà anche il decreto del governo attualmente in vigore.
Il consolidamento del calo dei contagi è necessario per l’atteso rientro in zona gialla, vista la necessità di avere per un periodo continuativo di almeno due settimane i parametri al di sotto delle soglie di rischio. Rispetto alle nuove misure contenute nell’ordinanza, poi, il riallineamento riguarderà anche la ripresa dei corsi in presenza in forma individuale (altrimenti solo a distanza) e le lezioni di educazione fisica, purché all’aperto, per elementari e medie.
centri commerciali
Accanto alle minori restrizioni, l’ordinanza di ieri prevede comunque limitazioni specifiche che talvolta si aggiungono a quelle del decreto del 3 novembre per le zone arancioni. Come previsto dal Governo, nei giorni festivi e prefestivi i negozi dentro centri commerciali, aree commerciali integrate e poli funzionali restano chiusi al pubblico ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi e edicole.
A queste, in base all’ordinanza di Bonaccini, si aggiungono anche le altre grandi strutture di vendita che non rientrano nei casi precedenti. Rimane consentita e raccomandata la vendita a domicilio.
i mercati
L’esercizio su aree pubbliche o private delle attività di commercio al dettaglio nell’ambito dei mercati, nonché di attività di vendita nei mercati contadini, sarà consentita solo lì dove siano adottate le misure di mitigazione del rischio Covid previste nel protocollo regionale sugli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa e su aree pubbliche.
E, comunque, resta raccomandata l’adozione di un apposito piano di controllo da parte del Comune.
mascherine e accessi ai negozi
Confermato anche l’obbligo dell’uso della mascherina al di fuori dell’abitazione sempre e comunque, con eccezione dei bambini con età inferiore a sei anni, delle persone che stanno svolgendo attività sportiva e di chi ha patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con questi malati si trovino nella stessa incompatibilità.
Nel caso di abbassamento della mascherina per consumare cibo o bevande o per il fumo, dovrà essere assicurata una distanza minima di un metro, salvo quanto disposto da misure più restrittive. L’accesso agli esercizi di vendita di generi alimentari resta consentito a una sola persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone non autosufficienti o con difficoltà motorie o i minori di 14 anni.
sport e scuole
Come già prevedeva l’ordinanza precedente, è consentito svolgere attività sportiva e motoria all’aperto preferibilmente in parchi e aree rurali e periferiche, se accessibili, purché nel rispetto della distanza di sicurezza di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. In ogni caso si dovrà stare al di fuori delle strade e delle piazze del centro storico della città, nonché delle aree solitamente affollate.
In merito alle scuole e in attesa di ulteriori e specifiche indicazioni da parte del Comitato tecnico scientifico nazionale, in quelle del primo ciclo scolastico (primarie e secondarie di primo grado) restano sospese le lezioni di educazione fisica al chiuso, mentre da oggi si potranno tenere invece all’aperto. Sospensione confermata per le lezioni di canto e per quelle di strumenti a fiato.
Confermato anche il divieto di consumazione di alimenti e bevande all’aperto su area pubblica o aperta al pubblico. Infine i corsi sia pubblici che privati potranno essere nuovamente organizzati ma solo in forma individuale, mentre quelli collettivi si potranno svolgere solamente a distanza. —
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