Gazzetta di Reggio

Reggio

L’opposizione «A pagare il costo della rigenerazione sono i cittadini»

Roberto Fontanili
L’opposizione «A pagare il costo della rigenerazione sono i cittadini»

Critici Cinzia Rubertelli, Claudio Bassi e Roberto Salati «I grandi proclami si tradurranno in un altro libro dei sogni» 

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REGGIO EMILIA

Il consigliere Cinzia Rubertelli di Alleanza Civica prima di parlare del nuovo Pug (piano urbanistico generale) fa una premessa: lavorare in streaming è drammatico e lo è ancora di più se stiamo parlando di dove vogliamo portare la città tra dieci anni. «C’è una commissione dietro l’altra – dice – l’ultima stasera proprio sul Pug con i documenti che ci sono arrivati solo due giorni fa. Credo che si debbano rivedere le modalità di lavoro sul Pug. È in percorso che va fatto in maniera responsabile con confronti e dibattiti e sono molto preoccupata di questa situazione».

Nel merito del nuovo strumento urbanistico Cinzia Rubertelli sottolinea che «il Pug si richiama alla legge regionale contro il consumo del suolo, così come siamo d’accordo sulla rigenerazione e sul recupero ma occorre chiarire alcuni punti: certezza del diritto, semplificazione e risposte in tempi rapidi, meno burocrazia e porre molta attenzione agli strumenti attuativi e ai regolamenti che possono lasciare troppo spazio alla contrattazione tra il Comune e il singolo». Poi l’affondo: «Di fatto la legge regionale boccia le passate stagioni urbanistiche che hanno portato ad una città con grandi criticità nelle qualità della vita, nella mobilità, nell’inquinamento e con la nascita di grandi aree destinate a centri commerciali non rispondenti ai bisogni». «Nel Pug – continua – c’è la previsione di cancellazioni espansive frutto del contenimento del suolo, ma dobbiamo stare attenti a non cancellare diritti di imprese e privati. L’altro tema è che questo strumento riporta in ambito edilizio un maggior spazio alla contrattazione tra Comune e privati e nella concessione di clausole di compensazione per cui a diventare fondamentali saranno gli strumenti attuativi e i regolamenti». E conclude: «Prioritario è il tema del centro storico dove dobbiamo garantire nuova residenzialità,una diversa vivibilità, più semplificazione e attenzione alla burocrazia. Nel Pug ci vogliono linee guida chiare e non generali perché non possiamo poi trovarci la possibilità di realizzare ad esempio un polo logistico alle Fiere di Reggio».

Per il capogruppo di Forza Italia Claudio Bassi «il nuovo strumento urbanistico almeno sulla carta è una rivoluzione, ma il problema è che poi in realtà si fanno spesso solo dei proclami che mi fanno pensare che si possa tradurre tutto in un libro dei sogni. Come è stato per gli Stati generali o per la tranvia Rivalta-Mancasale. L’idea di base è quella di pensare a Reggio tra 10 anni, ma non sappiamo nemmeno come saremo a maggio, giugno, una volta finita, speriamo, la pandemia. Solo allora scopriremo se serviranno o meno nuove strutture sanitarie e a qual punto andrà ripensato tutta una serie di interventi e la programmazione perché potranno cambiare le priorità». E poi sbotta: «I consiglieri di opposizione vengono poco considerati e poco coinvolti. Facciamo qualche commissione consigliare in video però manca il confronto diretto e poi nessun consigliere di opposizione è stato invitato agli incontri con le associazioni, sindacati e ordini professionali per cui dobbiamo solo basarci su quanto ci verrà raccontato, invece se avessimo potuto essere presenti il confronto sarebbe stato più costruttivo e utile per capire». Poi Claudio Bassi aggiunge: «C’è di tutto nel Pug, ma non basta indicare la quantità di verde pubblico o i km di piste ciclabili. A contare è la qualità delle opere pubbliche e vanno controllati come vengono fatti i lavori». Il capogruppo di Forza Italia concorda sulla leva della rigenerazione e del recupero dell’esistente ma, da avvocato, pone l’attenzione sulla cancellazione dei diritti edificatori. «Secondo me – conclude – si aprirà una stagione di contenziosi perché se un diritto viene soppresso il cittadino ha il diritto di farsi valere nelle sedi opportune, oppure si dovrà arrivare ad una trattativa privata”.

Per l’ex candidato sindaco del Centrodestra Roberto Salati che è anche un immobiliarista, «la cancellazione dei diritti edificatori sarà un duro colpo per molti». Poi spiega: «È un atto accettabile dal punto di vista del risparmio del suolo e ambientale, ma è un metodo drastico e arbitrario come è stato in via Paradisi. Un atto che va ad annullare diritti e investimenti che società e privati hanno fatto in passato. Penso ai soldi spesi per l’Imu in questi anni e che vanno in fumo perché non è stata la volontà dei cittadini a non edificare ma il mercato. Oggi il Comune senza distinzione colpisce i cittadini che potevano sperare di recuperare l’investimento, invece così perdono tutti i sacrifici fatti e si troveranno un terreno senza valore. È bello per l’ambiente, ma il conto lo paghiamo noi cittadini». —





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