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ventasso, CLAUDIO MALPELI 

«Qui non c’è movida Se non ci sarà apertura per noi perdite enormi»

Aldo Spadoni
«Qui non c’è movida Se non ci sarà apertura per noi perdite enormi»

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VENTASSO

La preoccupazione che la stagione sciistica non possa iniziare, anzi che tutto si sposti a inizio gennaio, ha coinvolto anche i responsabili delle stazioni sciistiche reggiane, in primis Ventasso Laghi, che si era già attrezzata per essere pronta ad aprire già dalla prima settimana di dicembre. Claudio Malpeli uno dei responsabili di Ventasso Laghi è amareggiato, ma anche fiducioso che le cose, con un eventuale calo dei contagi e con un nuovo Dpcm possano cambiare.

Malpeli qual è l’attuale situazione?

«Purtroppo le notizie che arrivano non sono positive, nonostante noi, come le altre stazioni dell’appennino emiliano-romagnolo, dopo un incontro avuto con il presidente Stefano Bonaccini avessimo sottoscritto un documento creato appositamente per l’osservanza di tutte le norme di sicurezza atte a evitare assembramenti, ma soprattutto rispettando i protocolli che il governo aveva voluto per le stazioni sciistiche. Dopo l’abbondante nevicata della scorsa settimana e le temperature rigide degli ultimi giorni (-4°) l’inizio della stagione alle pendici del Ventasso era assicurato, soprattutto guardando anche alle previsioni meteo dei prossimi giorni che garantiscono neve-fresca».

Se dovesse essere confermata la chiusura quali sarebbero le perdite?

«Nel periodo natalizio l’afflusso sulle piste è di parecchie migliaia di persone, in quanto la nostra stazione è frequentata soprattutto da famiglie con tanti bambini che possono usufruire di una scuola sci all’avanguardia. Il nostro è un turismo particolare, in quanto non è la classica stazione dove gravitano altre attività di divertimento e aggregazione che portino ad assembramenti; terminata la giornata sulla neve le persone rientrano nelle loro abitazioni e non ci sono né aperitivi, né movida. Le perdite se non si dovesse iniziare sono enormi, in questa stagione avevamo fatto investimenti importanti, come l’acquisto dei nuovi generatori per l’innevamento artificiale, costati migliaia di euro; inoltre il periodo tra Natale e l’Epifania porta circa il 50% dell’indotto economico annuale della stazione». —

Aldo Spadoni

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