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Col Covid si mangia più pasta a casa E Piccinini registra un +15% di fatturato

Paolo Ruini
Col Covid si mangia più pasta a casa E Piccinini registra un +15% di fatturato

Bene anche la sede in Usa dove sperimenta ravioli vegani Il patron: «Stiamo realizzando un magazzino robotizzato»

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Nonostante il Covid, il 2020 è stato un anno positivo per la Gastronomia Piccinini del Parco del Carnione di Baiso. L’azienda che dà lavoro ad una cinquantina di dipendenti, la maggioranza donne, è leader nel settore alimentare della produzione dei tortellini e delle tigelle e chiuderà l’anno con oltre il 15% in più di fatturato.

Un anno alla fine positivo, nonostante il Covid?

«Sì – risponde Stefano Piccinini, che insieme al fratello Matteo gestiste l’azienda – in Italia arriveremo a circa 20 milioni di euro, mentre nello stabilimento che abbiamo aperto negli Stati Uniti arriveremo a quasi dieci milioni di euro. Sono numeri molto importanti che ci spingono a fare sempre molti investimenti sulla ricerca dei prodotti e sugli impianti per produrli».

Quali saranno le nuove scelte, dal punto di vista di sviluppo aziendale?

«Se da un lato il Covid ha fatto aumentare i consumi di prodotti alimentari da cucinare in casa, dall’altro ha rallentato i lavori previsti per in nuovi investimenti che abbiamo messo in cantiere».

Quali sono questi nuovi interventi?

«Stiamo realizzando un nuovo magazzino per la logistica completamente robotizzato in grado di movimentare le palette per le varie spedizioni che vengono effettuate. Poi con un investimento di oltre due milioni di euro stiamo concludendo i lavori per il nuovo stabilimento che abbiamo a Montecatini, in Toscana, dove sono sviluppati i prodotti tipici della zona. Poi purtroppo siamo rimasti fermi sulla realizzazione di un nuovo impianto per la produzione delle tigelle che sono uno dei nostri prodotti più richiesti».

Dove volevate realizzare una nuova fabbrica in grado di sfornare migliaia di tigelle al giorno?

«Negli ultimi anni abbiamo sempre aumentato il fatturato e la produzione fino al punto che nella nostra sede non vi sono più spazi sufficienti per fare degli ampliamenti. Avevamo pensato di costruire un nuovo sito di produzione in un comune collinare della valle del Secchia dove da secoli vengono preparate le crescentine come piatto tipico, che però da tutti sono conosciute come le tigelle, ma poi il Covid ha di fatto rallentato questo progetto che prenderà forma sicuramente il prossimo anno».

In America, esattamente in California, dove alcuni anni fa avete acquistato un pastificio per poter entrare nel mercato americano come vanno le vendite?

«Vanno bene, e abbiamo sviluppato alcuni prodotti che hanno riscosso un successo incredibile: i ravioli di zucca fatti con zucche del nostro territorio che sono esportate direttamente per la lavorazione nel nostro stabilimento che si trova vicino a Los Angels. Poi ci è stato richiesto di fare i ravioli adatti per i vegani e per questo il nostro laboratorio di ricerca sta studiando una ricotta ricavata dalle mandorle che permetterà di soddisfare questa esigenza del mercato americano».

La filosofia aziendale della Gastronomia Piccinini è quella di valorizzare i prodotti locali come i tortellini, le tigelle, la pasta fresca, il gnocco fritto e i tortelli utilizzando materie prime locali. In questo modo si forma una sorta di economia circolare perché le farine, il latte, i formaggi e le verdure per confezionare i vari prodotti sono forniti da aziende del territorio. —

Paolo Ruini

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