«Il Comune cambierà il modello di valutazione dei servizi ai cittadini»
REGGIO EMILIA
Un po’ di Partito Radicale e un po’ di Associazione dei consumatori a tutela dei cittadini. Questa la veste che il gruppo “+Europa”, parte della maggioranza che sostiene la Giunta di Luca Vecchi, ha indossato ieri per presentare la sua mozione, già depositata, per chiedere all’amministrazione comunale di adottare un nuovo sistema per misurare la qualità dei servizi offerti ai cittadini da parte del Comune e di tutte le società partecipate. La conferenza stampa diffusa in diretta da Radio Radicale e sui social è stata anche l’occasione da parte di +Europa per dare conto dell’attività svolta in questo anno e mezzo di presenza in maggioranza, con il consigliere Giacomo Benassi promotore della mozione, e in Giunta, con l’assessore a Commercio, attività produttive e centro storico Mariafrancesca Sidoli. Presenti all’incontro oltre ai due esponenti di +Europa anche il sindaco Luca Vecchi, Layla Yusuf, coordinatrice del gruppo “+Europa Reggio Emilia”, e Valerio Federico, tesoriere nazionale del partito.
La mozione già depositata e concordata con sindaco e maggioranza sarà discussa e approvata in uno dei prossimi consigli comunali e prevede di mettere ordine ai dati già in possesso del Comune, elaborarli attraverso un modello scientifico e criteri obbiettivi al fine di misurare l’effettiva qualità del servizio erogato e infine renderli fruibili e trasparenti per essere poi messi a disposizione dei cittadini.
Un percorso, hanno detto i rappresentanti di + Europa, «che vedrà Reggio come prima città italiana ad adottare questo sistema di valutazione, che si rifà al modello anglosassone, per poi arrivare anche alla misurazione della qualità dei servizi percepita dai cittadini, che a volte non corrisponde alla realtà, e a una misurazione dell’andamento della qualità dei servizi nel tempo per una certificazione di qualità».
Un modo per valutarne così anche il miglioramento o il peggioramento. «Già nel 2021 – si è impegnato il sindaco – ci sarà una prima restituzione dei dati in modo pubblico e trasparente».
Restano da sciogliere però due nodi, hanno rimarcato da +Europa: «Le modalità di confronto con i cittadini, pensando anche modi nuovi rispetto a ora, e la necessità di rapportarsi con le società partecipate per avere i dati». —
r. f.
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