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Per il giudice turco Leo deve tornare a casa

El.Pe.
Per il giudice turco Leo deve tornare a casa

La sentenza però non è immediatamente esecutiva bisognerà attendere il giudizio dell’appello sul caso

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Il giudice turco ha detto sì: il piccolo Leonardo, il bambino di 4 anni portato in Turchia dal padre e strappato alla madre dopo che il giudice italiano aveva attribuito a lei l’affidamento, deve essere rimpatriato. La sentenza è stata emessa ieri, dopo l’attesa udienza. Ma non è finita la battaglia di mamma Ilara Sassone: bisognerà infatti attendere il giudizio di appello.

Ma intanto, è una prima buona notizia per la donna di Novellara che con coraggio dallo scorso gennaio si batte per riavere il bambino. Una battaglia non facile, resa ancora più difficile dal periodo pandemico che a lungo le aveva impedito di raggiungere la Turchia. In questi giorni, invece, Ilaria è a Urla – dove il piccolo vive col padre e dove l’uomo, un cittadino tedesco di origini turche, ha obbligo di dimora proprio per il procedimento aperto per l’affidamento del piccolo – dove ha ottenuto dal giudice il permesso per stare qualche giorno con il bambino. Potrà stare con lui fino al 10 dicembre. E considerando che per mesi il piccolo non ha potuto stare con la sua mamma, dopo che il padre si era allontanato con lui facendo perdere le sue tracce, ora questo momento diventa ancora più prezioso e importante.

«Purtroppo servirà del tempo – commenta l’avvocatessa Giovanna Fava, che è al fianco di Ilaria per riavere il bambino – bisognerà aspettare ancora».

Era la fine del mese di gennaio scorso quando il giudice italiano ha deciso che Leonardo debba stare con la sua mamma. Il padre, che abitava nei dintorni di Firenze, però se ne è andato con lui appena prima che il provvedimento arrivasse. Una minaccia del resto che – aveva racconto Ilaria, con cui i rapporti erano diventati difficili e costellati di denunce dopo la fine della loro relazione – l’uomo avrebbe pronunciato spesso fino purtroppo a compiere davvero il crudele gesto di strappare il bambino alla madre.

In questi mesi, Ilaria non si è mai arresa e fermata. Ha aperto una pagina Facebook (Leonardo nel cuore) in cui ha condiviso la sua storia con l’opinione pubblica, chiedendo aiuto per portare avanti questa battaglia, particolarmente costosa e difficile. A Novellara, a partire dall’amministrazione comunale, sono tanti che la stanno sostenendo, e a Reggio al suo fianco c’è l’associazione “Non da sola”. Tutti sperano che Leo possa fare finalmente ritorno in Italia e stare accanto alla sua mamma. —

El.Pe.

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