Gazzetta di Reggio

Reggio

NOTTE DI PAURA A REGINA PACIS 

Sequestra e picchia la compagna

Ambra Prati
Sequestra e picchia la compagna

La polizia sfonda la porta e arresta un 29enne che stava puntando un coltello alla gola della donna

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REGGIO EMILIA

«L’ammazzo, l’ammazzo». Quando i poliziotti della questura hanno fatto irruzione nell’appartamento hanno trovato un uomo fuori di sé che teneva stretta, puntandole un coltello da cucina alla gola, la compagna: quest’ultima, dopo quattro ore e mezza di botte, era incosciente, con i vestiti strappati e il volto trasformato in una maschera di sangue.

Proprio il giorno seguente alla “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” si è sfiorata la tragedia, giovedì sera, a Regina Pacis, dove un litigio tra conviventi è trasceso sotto gli occhi impotenti di un’altra coppia di coinquilini, lei incinta al secondo mese di gravidanza. Alla fine di un’estenuante trattativa l’aggressore è stato disarmato e immobilizzato. È un 29enne italiano, con diversi precedenti alle spalle per reati contro il patrimonio, arrestato per sequestro di persona e minacce aggravate (su tutti e tre, compagna e coinquilini) e lesioni personali aggravate (sulla compagna 34enne).

La nottata da incubo è iniziata alle 20 in una palazzina in via Vincenzo Gianferrari, una parallela di via Mascagni. Nell’appartamento il furibondo litigio è scoppiato tra il 29enne e la 34enne, insieme ai quali abita da circa un mese, in comodato d’uso, un’altra coppia, suo malgrado testimone oculare dell’accaduto. I coinquilini hanno raccontato come, dopo aver fatto volare piatti e suppellettili in un furibondo alterco, il 29enne abbia iniziato a picchiare la compagna con brutalità, a mani nude, chiudendo a chiave dall’interno la porta d’ingresso e mettendosi le chiavi in tasca per impedire a chiunque di uscire.

Il coinquilino ha tentato per un bel po’ di calmare l’aggressore, ma qualsiasi tentativo di trattenerlo aveva l’effetto opposto e le percosse contro la compagna aumentavano. Alle 22 il coinquilino si è appartato e ha telefonato al 113 raccontando l’emergenza in atto; subito dopo la centrale operativa ha ricevuto diverse chiamate da parte dei vicini di casa, ormai allarmati per le urla prolungate che provenivano da quell’appartamento. Sul posto sono arrivate diverse volanti, seguite a ruota da vigili del fuoco, ambulanza e automedica. È intervenuto anche il dirigente delle Volanti, Carlo Maria Basile, che dall’esterno ha tentato una mediazione con l’aggressore, protrattasi per un’ora e mezza e rivelatasi vana: la controparte pareva non sentire ragioni.

Sul posto è accorsa anche la madre del 29enne, proprietaria dell’appartamento, che ha portato le chiavi di scorta per aprire; ma evidentemente il violento ha fatto scattare la sicura e il tentativo non è riuscito. Verso le 23.30, mentre si moltiplicavano le grida della donna, il coinquilino con un messaggio ha riferito agli agenti che il 29enne aveva afferrato un coltello da cucina e lo puntava alla gola della compagna: la situazione precipitava e la polizia ha deciso di fare irruzione.

«I vigili del fuoco prima hanno messo in sicurezza l’area posizionando dei teloni sotto la finestra nel caso fosse caduto qualcuno, poi hanno collocato l’autoscala facendo salire i colleghi, che hanno spaccato il vetro – spiega Basile – Quando il violento ha sentito il rumore, è accorso in quella stanza lasciando incustodita la porta d’ingresso, che noi stavamo sfondando a calci; e il coinquilino è riuscito ad aprirci».

I poliziotti sono saltati addosso all’aggressore, disarmandolo e rendendolo finalmente innocuo. La 34enne, svenuta e ferita, è stata caricata sull’ambulanza e trasportata al pronto soccorso del Santa Maria Nuova, dove è ricoverata. È fuori pericolo, ma la convalescenza sarà lunga. Dalle testimonianze dei coinquilini, che hanno denunciato il 29enne anche per le minacce ricevute («se vi avvicinate vi ammazzo, ve la faccio pagare anche a voi»), il giovane è solito litigare spesso con la compagna, senza arrivare a questi estremi. Poiché il 29enne pregiudicato ha avuto in passato problemi di tossicodipendenza, non si esclude che la furia sia stata provocata dall’assunzione di droga. —



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